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Parte a Gerusalemme il giro ciclistico della vergogna. Proteste dei palestinesi
È partita oggi da Gerusalemme, tra ingenti misure di sicurezza, la 101ma edizione del Giro d’Italia con una tappa a cronometro. Per la prima volta nella storia della competizione ciclistica, la corsa partirà da una città non europea. Le altre due tappe previste in Israele si svolgeranno il 5 e 6 maggio, rispettivamente Da Haifa a Tel Aviv e da Be’er Sheva ad Eilat. Il Giro d’Italia si concluderà a Roma il prossimo 27 maggio. La decisioni di far partire la competizione ciclistica da Israele ha suscitato polemiche da parte di alcune organizzazioni non governative, soprattutto dopo che le autorità israeliane avevano minacciato di non partecipare al Giro se fosse rimasta la dicitura "Gerusalemme Ovest" come località di partenza".

Polemiche anche da parte dei palestinesi, che oggi hanno organizzato una manifestazione di protesta a Ramallah, presso il muro di separazione tra Israele e la Cisgiordania. Fotografie diffuse in rete mostrano dei ciclisti che sventolano bandiere della Palestina presso un murale che rappresenta il leader palestinese Yasser Arafat, dipinto sulla barriera che separa lo Stato ebraico dai Territori palestinesi.

Intanto, presso la linea di demarcazione tra Israele e la Striscia di Gaza, è in corso il sesto venerdì di protesta organizzato dal movimento islamico palestinese Hamas nel quadro della "Marcia del ritorno", mobilitazione iniziata il 30 marzo scorso. Negli scontri tra le Forze di difesa israeliane (Idf) e i manifestanti palestinesi si ripetono ogni venerdì presso la linea di demarcazione tra Israele e la Striscia di Gaza, sono morti finora più di 40 manifestanti e si registrano migliaia di feriti.

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