Mercoledì 26 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento 22:47
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Copyright, la riforma non passa. Tutto rimandato a settembre

Tutto rimandato a settembre. Il Parlamento europeo rinvia la contestata riforma sul copyright. Oggi infatti, riuniti in Plenaria a Strasburgo, gli eurodeputati hanno votato contro l’avvio dei negoziati fra Parlamento, Consiglio e Commissione europea sulla proposta di direttiva per la riforma del copyright.

Il Parlamento europeo ha respinto con 318 voti contro 278 contrari (31 gli astenuti) il mandato negoziale proposto dalla Commissione giuridica a giugno per avviare i negoziati e aggiornare all’era digitale la normativa sul diritto d’autore. Il testo sarà dunque oggetto di discussione, emendamento e voto nella prossima sessione plenaria, prevista a settembre sempre a Strasburgo. Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: “Mi dispiace che la maggioranza dei deputati non abbia sostenuto la posizione che io e la commissione giuridica abbiamo preparato. Ma ciò fa parte del processo democratico. Torneremo sul tema a settembre con una ulteriore valutazione per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d’autore per il moderno ambiente digitale”.

I punti critici della riforma sul copyright
Una riforma della discordia quella a cui sta lavorando l’Ue che mira al controllo dei contenuti on line. In particolare gli osservatori puntano il dito contro due norme del testo, gli articoli 11 e 13 che, a loro dire minano la libera circolazione delle informazioni sulla rete. In particolare l’articolo 11 introduce una sorta di tassa per i link, per far pagare a colossi come Google e Facebook la possibilità di linkare i siti di notizie. Nella sostanza Google & Co dovrebbero accordarsi con gli editori e autori pagando loro una cifra annuale. L’articolo 13 però è quello più criticato perché impone, come segnalano i detrattori della riforma, un controllo preventivo dei contenuti che andranno on line. Come? Con una sorta di funzione di riconoscimento automatico di video, che verifica se siano stati caricati contenuti protetti da copyright e su cui non si hanno diritti.

I critici e i sostenitori
I sostenitori della riforma plaudono all’iniziativa che a loro dire aumenterebbero le tutele dei diritti di produttori di contenuti. I detrattori invece parlano di un vero e proprio bavaglio messo alla rete. In segno di protesta contro la direttiva Ue sul copyright, Wikipedia ha deciso di oscurare le sue pagine in Italia, Spagna, Estonia e Lettonia. Secondo l’enciclopedia on line Wikipedia le nuove leggi sono pericolose per la libera circolazione dei contenuti su Internet e rischiano di favorire i grandi gruppi media.

Ma dall’altra parte a schierarsi a favore della riforma il mondo culturale: una lista di oltre 1.300 rappresentanti dell’industria creativa e culturale europea, dalle associazioni di autori, giornalisti e musicisti sino a editori, produttori cinematografici e tv dei 28, tra cui per l’Italia anche Anica, Siae, Confindustria Radio Televisioni, Pim hanno lanciato un appello al Parlamento affinché non blocchi la riforma. Tra questi sir Paul McCartney.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi