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Brasile, il partito dei lavoratori candida Lula come presidente alle elezioni del sette ottobre 2018
Il Partito dei Lavoratori (Pt) del Brasile si è riunito a San Paolo per indicare l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva come candidato alle elezioni presidenziali di ottobre. La decisione del Pt nonostante Lula sia agli arresti a Curitiba dal 7 aprile scorso.  il 15 agosto è ultimo giorno utile per portare avanti la campagna elettorale fino a che la discussione attorno alla sua candidatura non venga esclusa definitivamente dalla giustizia elettorale brasiliana. La candidatura di Lula sarà probabilmente bloccata dal Tribunale superiore elettorale (Tse), riferiscono i media locali, ma si tratta di un procedimento giudiziario che non è automatico, e provocherà molte incertezze sull'esito dell'elezione presidenziale. Inoltre, la mancata scelta di un vice nel tandem del Pt provoca ulteriori dubbi su come il Partito agirà in caso di ineleggibilità dell'ex presidente operaio.

Le elezioni generali brasiliane si terranno il 7 di ottobre al primo turno e il 28 ottobre in caso di ballottaggio. Il voto servirà ad eleggere le principali cariche politiche della federazione: governatori, deputati statali, deputati federali, senatori e il presidente della Repubblica. Il voto più importante è sicuramente quello presidenziale, il cui mandato dura cinque anni ed è rinnovabile. Nel caso nessun candidato raggiunga il 50 per cento più uno dei voti validi, si passerà al ballottaggio, così come è avvenuto in tutte le elezioni presidenziali brasiliane sin dal ritorno alla democrazia, nel 1985. Dalle urne usciranno anche i nomi degli 81 senatori brasiliani, eletti tre per ognuno dei 27 stati della federazione, e dei 513 deputati, eletti in numero proporzionale alla popolazione su base statale. Camera e Senato formano il Congresso nazionale brasiliano, il parlamento sede del potere legislativo. I senatori sono eletti per un mandato di otto anni. Un terzo dei seggi vengono rinnovati in una prima elezione e due terzi dei seggi nelle successive elezioni. Nel 2018 verranno rinnovati i mandati di due terzi dei senatori.

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