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La difficile situazione dei migranti in Yemen. "Sono nel potere totale dei trafficanti"
A seguito di una visita in Yemen di qualche settimana fa, Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze presso l'Iom, ha dichiarato di essere "estremamente preoccupato per la situazione spaventosa e disumana che i migranti stanno affrontando" nel Paese, e ha chiesto per loro "maggiore sostegno e protezione sia dalla comunità internazionale che dalle autorità locali".
Si stima che circa 7 mila migranti entrino nello Yemen ogni mese e il numero totale di arrivi di migranti nel 2017 ha raggiunto circa 100 mila persone. La grande maggioranza di loro intende raggiungere i Paesi del Golfo, in particolare l'Arabia Saudita. "Lo scorso agosto, il mondo è rimasto scioccato quando decine di adolescenti etiopi e somali, sognando una vita migliore, sono stati spinti con la forza dai trafficanti nel mare al largo delle coste dello Yemen, e sono annegati", ha detto Abdiker, secondo quanto riferito in una nota dall'agenzia Onu. "Questo shock non si è tradotto in una maggiore protezione per gli altri giovani migranti, che possono solo permettersi di prendere una via di migrazione mortale attraverso una zona di conflitto".
Sia durante il viaggio, sia una volta raggiunto lo Yemen, molti migranti soffrono per mano di trafficanti crudeli e altri criminali, responsabili di abusi fisici e sessuali nei loro confronti, torture per ottenere un riscatto, detenzione arbitraria per lunghi periodi di tempo, lavori forzati senza retribuzione e omicidi. Alcuni migranti vengono inoltre coinvolti nel conflitto in corso nel Paese, subiscono ferite o muoiono a causa dei bombardamenti. "Ho incontrato adolescenti in grave pericolo", ha spiegato Abdiker. "Sono solo una merce per i trafficanti, qualcosa per fare soldi facili e veloci e, se muoiono, i criminali non se ne preoccupano perché ci sono migliaia di altre persone disposte a pagare per i loro servizi e rischiare la vita". Nel 2017, l'Iom ha aiutato circa 2.900 migranti e rifugiati a tornare nel loro Paese dallo Yemen: il 73% di loro erano somali, il 25% etiopi e il 2% altre nazionalità. "Lo Yemen sta vivendo la peggiore crisi umanitaria del mondo, non è ovviamente una via sicura per i migranti", ha sottolineato il responsabile Iom.
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