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"Migranti, si promuova un referendum abrogativo e si cancelli quell’obbrobrio politico dalla faccia dell’ordinamento giuridico dello Stato". Intervento di Enzo Di Salvatore
Va bene. Un sindaco non può disapplicare la legge. Se lo fa è perché lo vuole fare. E così facendo andrà incontro ad un giudice e magari quel giudice troverà il modo di farlo arrivare sul tavolo della Corte costituzionale. D’altra parte, neppure al Governo e al Parlamento è consentito violare la Costituzione. Quando lo fanno è perché non escludono che quella legge possa violare la Costituzione. E così facendo andranno anche loro incontro ad un giudice e magari quel giudice troverà il modo di chiederlo alla Corte costituzionale. Legittimità e opportunità dovrebbero muoversi su piani diversi e, invece, finiscono quasi sempre per sovrapporsi.

Di Maio sostiene che la disobbedienza dei sindaci alla legge sia data da ragioni di carattere politico. Lo stesso si potrebbe dire dell’approvazione di quel decreto e della sua conversione in legge: il sospetto è che il Governo e il Parlamento abbiano volentieri corso il rischio di sacrificare la Costituzione sull’altare della propaganda politica e utilizzato senza scrupoli la potente arma dell’opportunità contro la debole difesa della legittimità. La legittimità ha il suo giudice. L’opportunità no. Per questo insisto: si promuova un referendum abrogativo e si cancelli quell’obbrobrio politico dalla faccia dell’ordinamento giuridico dello Stato.
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