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Brasile, Jair Bolsonaro, elimina i diritti LGBT al primo giorno da presidente del Brasile
Al primissimo giorno da presidente del Brasile, l’estremista di destra Jair Bolsonaro ha immediatamente fatto sparire dalla scrivania governativa tutte le questioni inerenti alla comunità LGBT, eliminandola dal novero di coloro di cui dovrà occuparsi il nuovo “Ministero delle donne, della Famiglia e dei Diritti Umani“. Il nuovo ministro per i diritti umani, l’ex pastore evangelico Damares Alves, ha affermato che “la famiglia brasiliana è minacciata” da politiche inclusive. All’interno del Ministero la sigla LGBT è stata così cancellata. I gay, i bisessuali, le lesbiche, le persone transessuali non saranno minimamente contemplati da questa amministrazione. Anzi, chiaramente osteggiati.

“Lo stato è laico, ma questo ministro è terribilmente cristiano”, ha tuonato Alves al suo primissimo discorso da ministro. “Le ragazze saranno principesse e i ragazzi saranno principi. Non ci sarà più indottrinamento ideologico per i bambini e gli adolescenti del Brasile“.

Da sempre dichiaratamente omofobo, Bolsonaro ha in passato confessato che preferirebbe avere un “figlio morto piuttosto che un figlio gay”. Nelle ultime settimane, prima che l’insediamento diventasse realtà, decine di coppie LGBT si sono sposate, temendo la cancellazione del matrimonio egualitario, entrato in vigore nel 2013.

Tra i ‘fan’ del neo presidente ci sono Donald Trump e l’ambasciatrice degli Stati Uniti delle Nazioni Unite, Nikki Haley, ma anche il segretario di stato americano Mike Pompeo e il nostro Matteo Salvini.

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