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Brasile, il commando di Guaidò lascia la sede dell'Ambasciata del Venezuela
Un gruppo di simpatizzanti di Juan Guaidò - il presidente del Parlamento di Caracas che si è proclamato presidente venezuelano - che aveva occupato l'ambasciata del Venezuela a Brasilia ha lasciato la sede diplomatica senza incidenti. Agenti della polizia brasiliana hanno accompagnato 14 persone che erano entrate nell'ambasciata in mattinata, apparentemente per prendere il controllo della missione venezuelana, in mano al governo di Nicolas Maduro, che non è riconosciuto come legittimo dal Brasile.

Secondo i media locali, l'episodio si è chiuso grazie ad una trattativa fra l'incaricato d'affari dell'ambasciata e un rappresentante della missione diplomatica venezuelana designata da Guaidò, con la mediazione del ministero degli Esteri brasiliano. Maria Teresa Belandria, rappresentante del Venezuela designata da Guaidò, aveva raccontato che "un gruppo di funzionari dell'ambasciata si sono messi in contatto con noi per dirci che riconoscono il presidente Guaidò" e "ci hanno aperto le porte per consegnare la sede diplomatica", ma il ministero degli Esteri di Caracas aveva denunciato quello che ha definito una "operazione commando" favorita dal "silenzio complice" delle autorità brasiliane. Il presidente Jair Bolsonaro, però, ha detto che "respinge l'invasione dell'ambasciata del Venezuela" e ha ordinato "le misure necessarie per preservare l'ordine, in applicazione della convenzione di Vienna sui rapporti diplomatici" e il suo ufficio ha precisato che il capo dello Stato "non era al corrente né tanto meno ha incoraggiato l'invasione dell'ambasciata da parte di simpatizzanti di Juan Guaidò".
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