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Brasile, ora nel mirino di Bolsonaro c'è Dilma Rousseff: chiesto l'arresto temporaneo. Intanto, nega il coinvolgimento nel caso Marielle Franco
La polizia federale brasiliana ha sollecitato l'arresto temporaneo dell'ex presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, e di altre nove persone sospettate di coinvolgimento in un presunto schema di acquisto di sostegno politico tra i partiti Pt e Mdb durante le elezioni del 2014. Le richieste sono state respinte dal giudice Edson Fachin, relatore dell'inchiesta Lava Jato presso la Corte suprema, il quale ha tuttavia autorizzato la citazione in giudizio dell'ex capo di Stato, che comunque non figura nell'elenco degli indagati. Tra questi ultimi vi sono invece l'ex ministro delle Finanze, Guido Mantega, gli ex senatori Eunicio Oliveira e Valdir Raupp, e il giudice della Corte dei conti, Rego Filho. I nomi sono venuti fuori dopo le rivelazioni del manager, Ricardo Saud, e dell'ex presidente di Transpetro, Sergio Machado, nel frattempo divenuti collaboratori di giustizia. Secondo Saud, i senatori dell'Mdb - cui apparteneva l'ex presidente della Repubblica, Michel Temer, all'epoca vice di Rousseff - avrebbero ricevuto 46 milioni di reais su richiesta del Pt di Dilma. Nella sua deposizione, Machado ha invece segnalato il pagamento di 40 milioni di reais da parte del gruppo J&F su richiesta di Mantega.


Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, intanto, ha negato con forza il suo presunto coinvolgimento nell'omicidio della consigliera comunale di Rio de Janeiro, Marielle Franco, avvenuto nel marzo 2018, e ha accusato la stampa locale di aver cercato di tirare il suo nome in ballo. "Quale motivo avrei per partecipare ad un simile atto? Se lo facessi, tradirei i miei principi cristiani. Inoltre, quella persona (Marielle) non mi arrecava nessun disturbo. Mi dispiace di quanto accaduto per la famiglia", ha detto il capo di Stato. Rivelazioni giornalistiche della scorsa settimana hanno indicato che uno dei presunti partecipanti all'assassinio della politica carioca si trovava nel condominio di Rio de Janeiro dove abita anche Bolsonaro, il giorno stesso dell'attentato. "E' una pena che la grande stampa del Brasile voglia coinvolgermi nell'esecuzione della consigliera solo perché uno dei presunti killer viveva nel mio condominio, dove ci sono 150 case", ha sottolineato il presidente.

L'esecutore materiale della Franco, che era anche una attivista per i diritti umani, sarebbe stato l'ex poliziotto Ronnie Lessa, il quale avrebbe agito in complicità con l'ex militare Elcio Queiroz, che stava guidando il veicolo usato per inseguire la macchina in cui si trovavano Marielle e il suo autista, Anderson Gomes, anch'egli morto nell'attentato. Bolsonaro ha intanto chiesto al suo ministro della Giustizia, Sergio Moro, di occuparsi del caso, lasciando intendere di essere favorevole al trasferimento delle indagini dalla polizia civile di Rio alla polizia federale. L'ex compagna di Marielle, l'architetto Monica Benicio, ha però chiesto al presidente di "non spingersi oltre". "Non spetta a lui indagare", ha affermato la donna.
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