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Venezuela, il Gruppo di Lima spinge per la soluzione cruenta sabotando l'iniziativa del gruppo di contatto
Il gruppo di Lima, riunito lunedì ad Ottawa (Canada) ha impresso una nuova svolta nella gestione dell'assalto al Venezuela. L'organismo internazionale nato per aumentare la pressione sul governo di Nicolas Maduro ha accolto nelle proprie fila il rappresentante dell'autoproclamato presidente del Venezuela, Juan Guaidò, firmando una dichiarazione nella quale respinge ogni iniziativa internazionale che punti ad alimentare un dialogo interno al paese. I governi che hanno partecipato alla riunione - Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Perù - "accolgono con grande soddisfazione la richiesta del presidente incaricato Juan Guaidò, di accogliere il governo legittimo del Venezuela al Gruppo di Lima, dandogli il benvenuto".

Il documento licenziato a fine riunione ricorda che i tentativi di "dialogo propiziati da diversi attori internazionali sono stati manipolati dal regime di Maduro e trasformati in manovre dilatorie". Il gruppo scarta quindi ogni iniziativa politica che punti alla riapertura di un confronto interno al paese. Il gruppo ritiene che "ogni iniziativa politica o democratica che si svilupperà deve avere come obiettivo appoggiare la road map costituzionale presentata dalla Assemblea nazionale e dal presidente incaricato, Guaidò".

Si capirà in questo senso quale appoggio il gruppo potrà dare all'iniziativa del gruppo di contatto internazionale voluto dall'Unione europea e dal governo uruguayano. L'incontro in agenda giovedì 7 febbraio, faceva sapere Bruxelles, è stato pensato non per aprire un processo formale di mediazione ma sostenere una dinamica politica che possa portare a nuove elezioni presidenziali. I paesi partecipanti saranno "da lato europeo Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito e, da lato dell'America latina, Ecuador, Costa Rica, Uruguay, Bolivia".

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