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Venezuela, dall'Onu ora mandano Bachelet, ma l'obiettivo non è certo quello della mediazione per una soluzione pacifica
Una delegazione di cinque esperti dell'ufficio dell'Alto commissariato dei diritti umani delle Nazioni Unite si reca oggi in Venezuela, per una missione che si protrarrà fino al 22. La missione, che sbarca nel paese nel pieno di una emergenza legata a un prolungato blackout energetico, è stata organizzata per verificare le condizioni di un possibile viaggio dell'Alto commissario, Michelle Bachelet. "Nei paesi in cui l'Ufficio dei diritti umani non ha una sua presenza, la prassi vuole che si proceda all'invio di una missione tecnica preliminare, come preventiva alla visita del'Alto commissario", si legge in una nota. La visita era stata anticipata da Bachelet dopo la presentazione del rapporto annuale sui diritti umani, tenuta mercoledì 6 a Ginevra. "Tutte le volte che vengo invitata in un paese voglio prima assicurarmi" che possa aver la garanzia "di svolgere il mio ruolo, che posso andare e parlare con tutti", ha spiegato Bachelet. La missione dovrà tra le altre cose verificare la possibilità di scegliere liberamente gli interlocutori o visitare le carceri e le persone residenti.

L'Alto commissario ha insistito sulla necessità di poter elaborare un rapporto completo "e non parziale", confermando al tempo stesso l'impegno a monitorare la situazione grazie a una missione che opera da Panama. La situazione in Venezuela è stata ampiamente trattata nel rapporto annuale illustrato mercoledì. Nel testo Bachelet ha denunciato la "spirale" di violazioni dei diritti fondamentali, di crisi economica e sociale e di proteste e repressioni in cui si trova oggi il paese. Un'emergenza, ha detto Bachelet nel corso del suo intervento alla 40esima sessione del Consiglio diritti umani, aggravata dalle sanzioni internazionali che gravano su Caracas, "La situazione in Venezuela illustra in maniera chiara il modo in cui le violazioni dei diritti civili e politici, compresa la mancanza di rispetto delle libertà fondamentali e l'indipendenza delle istituzioni chiave, possa accentuare la caduta dei diritti economici e sociali", ha detto Bachelet.

Un quadro che secondo l'ex presidente cilena, propizia "ulteriori proteste, ancora più repressione e violazione dei diritti umani". Bachelet è quindi tornata a sottolineare le conseguenze che la crisi - e la pressione internazionale - ha causato agli stessi venezuelani, in massiccia uscita dal paese. "Questa situazione è stata aggravata dalle sanzioni e la crisi politica, economica, sociale e istituzionale che ne emerge è allarmante. Il numero senza precedenti di venezuelani forzati ad abbandonare le loro case e il loro paese, è motivo a sua volta di serie conseguenze per la regione", ha detto Bachelet citata dal quotidiano "La Tercera". L'intervento dell'Alto commissario era stato più volte sollecitato da alcuni dei protagonisti della pressione internazionale sul governo di Nicolas Maduro. Tra questi, l'attuale presidente cileno Sebastian Pinera, secondo cui il lavoro il "lavoro" fatto dall'Alto commissario sul tema "non è sufficiente".

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