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Trump e Bolsonaro faccia a faccia a Washington: "Cooperazione nel settore militare"
Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, è negli Stati Uniti per una visita ufficiale che si concluderà nella serata di martedì 19, dopo l'atteso bilaterale con l'omologo Donald Trump. 

Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca in una nota peraltro avara di dettagli, i colloqui tra Bolsonaro e Trump serviranno a verificare "opportunità di cooperazione nel settore militare", le strategie per "costruire un continente "più prospero, sicuro e democratico", la necessità di "ripristinare la democrazia in Venezuela" e far arrivare aiuti umanitari a Caracas, politiche commerciali per "favorire la crescita economica" e la "lotta alla criminalità internazionale". Al seguito di Bolsonaro, ricorda la testata "g1", viaggiano sei ministri: Ernesto Araujo (Esteri), Paulo Guedes (Economia), Sergio Moro (Giustizia e Pubblica sicurezza), Augusto Heleno (Sicurezza istituzionale), Tereza Cristina (Agricoltura) e Ricardo Salles (Ambiente). Della delegazione farà parte anche anche il deputato Eduardo Bolsonaro, fresco presidente della commissione esteri della Camera e figlio del presidente.

Come ribadito dal consigliere per la sicurezza della Casa Bianca John Bolton, la visita è "un'opportunità storica" per dimostrare che Brasilia e Washington possano ritrovarsi su un comune terreno ideologico e di aspettative economiche. "Per diversi anni abbiamo provato a stare vicino al Brasile", ha detto Bolton ricordando le "difficoltà" nei rapporti con le precedenti amministrazioni dei governi di Inacio Luiz Lula da Silva, Dilma Rousseff e Michel Temer. "Molti" sono i passi che i due paesi possono compiere, complice "l'energia" messa in campo da Bolsonaro, ha detto Bolton intervistato dall'emittente "G1". Tema caldo è quello del Venezuela, ha detto Bolton riconoscendo al Brasile e alla Colombia "il peso che ha dovuto sopportare per il flusso di rifugiati in fuga dal paese". Ma al di là della comune condanna ci sono da considerare le diverse sfumature nelle espressioni diplomatiche. Se dalla Casa Bianca si è sempre detto che per la soluzione della crisi "tutte le opzioni sono sul campo", il vicepresidente brasiliano Hamilton Mourao ha sempre escluso qualsiasi intervento militare.

Altro terreno da battere è quello delle relazioni commerciali, anche dopo le parole di critica della Casa Bianca alle promesse protezionistiche di Bolsonaro. "Ritengo che il Brasile, ovviamente, abbia tutto il diritto di difendere i suoi interessi nei negoziati commerciali. Il presidente Trump non si aspetta nulla di diverso, ma con le economie che abbiamo e col desiderio di rafforzare i legami nel continente", ci sono molte strade da esplorare, ha detto Bolton rilanciando la necessità di accordi per aumentare il commercio bilaterale. Ma le difficoltà rimangono. Tecnicamente il Brasile non può stringere accordi di ampio respiro se non con il consenso degli altri soci del Mercosur (Argentina, Uruguay e Paraguay). Brasilia, hanno argomentato nel tempo fonti governative ai media, punterebbe per questo ad accordi di settore, che hanno però bisogno di più tempo per andare in porto.

Senza contare che Brasile e Stati Uniti si ritrovano come concorrenti diretti su alcuni capitoli produttivi, specialmente quelli legati all'agroalimentare. Gli Usa puntano ad aumentare le vendite di etanolo e carni suine in un paese che già cerca di rilanciarne l'export. Più in generale, l'aspettativa degli Usa sul piano commerciale sembra essere quella che si possa stabilire un asse in grado di compensare l'influenza della Cina nella regione. Ma se è vero che il governo Bolsonaro ha sin dalle prime battute avvertito di non voler "vendere" il paese a Pechino, è anche vero che il gigante asiatico è il principale partner economico del Brasile. Ed è per questo, scrive il quotidiano "Estadao de S. Paulo", che la squadra economica del presidente sta cercando di trovare un equilibrio nel mezzo della guerra tra Usa e Cina.

Sullo scacchiere si è affacciata anche un'altra partita. Il Brasile cerca l'appoggio degli Stati Uniti per l'ingresso nell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), passo fortemente voluto dal ministro dell'Economia Paulo Guedes. Bolsonaro ha anche avvertito che verrà inoltre firmato "un nuovo accordo di sicurezza tecnologica un nuovo accordo che regola l'utilizzo della base di lancio di Alcantara", nello stato settentrionale del Maranhao. Il presidente ha detto che l'obiettivo del documento è trasformare la base "nel punto principale per il lancio di razzi". Bolsonaro ha aggiunto che nel corso del governo di Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2010), c'era già stato uno sforzo per negoziare i termini della partnership relativa all'utilizzo della base di lancio di Alcantara, ma che la visione "ideologica" dell'ex capo dello stato ha impedito di raggiungere un accordo.

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