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Da ieri la settimana contro l'apartheid israeliana (IAW) nella maggiori città italiane
Dopo il via di ieri a Bologna, prosegue in varie città Italiane la 15° Settimana contro l’apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week), con presentazioni di libri, proiezioni di film, incontri e dj set. Clicca qui per vederel'elenco delle iniziative.

La Israeli Apartheid Week (IAW) è un'iniziativa internazionale a cadenza annuale, giunta alla sua 15° edizione, che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle politiche di colonizzazione, di occupazione e di apartheid attuate dallo stato israeliano contro i palestinesi e di promuovere le campagne del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per costringere Israele a rispettare i diritti umani e la legalità internazionale. Si tiene ormai in oltre 200 città in tutto il mondo.

La IAW 2019 ha come tema centrale: “Stop Arming Colonialism / Basta armi al colonialismo”. Israele è in grado di continuare la sua occupazione illegale e il regime di apartheid sui palestinesi, anche grazie alle vendite di armi e al sostegno militare che riceve dai governi di tutto il mondo. L’Italia è al quarto posto in Europa nella esportazione di armamenti verso Israele.

Il movimento BDS, a guida palestinese, ha ribadito la richiesta di un embargo militare verso Israele alla luce della violenta repressione israeliana della Grande Marcia di Ritorno. Anche organizzazioni internazionali per i diritti umani come Amnesty International hanno risposto al massacro israeliano a Gaza con una richiesta analoga. In Italia consigli comunali di varie città hanno votato risoluzioni che chiedono un embargo militare nei confronti di Israele.

Un embargo militare verso Israele è una misura per la libertà e la giustizia dei palestinesi e dei popoli oppressi in molte parti del mondo. Questo obiettivo può essere raggiunto con successo attraverso una forte mobilitazione globale simile a quella che obbligò le Nazioni Unite a imporre un embargo militare internazionale vincolante contro il regime di apartheid del Sud Africa.

Oltre al traffico di sistemi d’arma, Israele è al centro della produzione e della fornitura di sistemi di controllo di “sicurezza” e repressione, mantenendo rapporti con oltre 130 paesi del mondo. Israele ha un ruolo fondamentale in quella che Jeff Halper ha definito la “guerra contro il popolo”: dalle politiche securitarie contro i richiedenti di asilo nella Fortezza Europa, alla controguerriglia nel quadro della cosiddetta “guerra al terrorismo”, alla guerra subliminale di controllo e sorveglianza di massa. Nel Sud del mondo, Israele fornisce armi ai regimi colpevoli di genocidio in Ruanda, Sri Lanka, Myanmar e tanti altri, vende sistemi d'arma e di controllo a regimi autoritari dal Brasile, all’India, alle Filippine.

Gli armamenti hi-tech e i sistemi di sicurezza e controllo sviluppati dalle aziende israeliane sono garantiti come “testati sul campo”, il che significa che sono stati utilizzati nel “laboratorio Palestina” per uccidere, ferire e controllare. Tra l'altro Israele sta già promuovendo la tecnologia che usa per reprimere la Grande Marcia del Ritorno a Gaza, con centinaia di morti e migliaia di feriti tra i manifestanti palestinesi.

 

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