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"Ecco perché lo sblocca cantieri rischia di essere uno tsunami". Intervento di Federico Giusti
Lo sblocca cantieri rischia di essere uno tsunami non solo perchè il via libera alle grandi opere ma perchè stanno modificando il codice degli appalti, il rischio che corriamo è di incentivare le trattative dirette a discapito di gare vere e proprie.
Già oggi le gare presentano clausole sociali formali che all'atto pratico si traducono in tutele insufficienti e inadeguate, quali saranno allora gli scenari nell'immediato futuro? E mentre si guarda all'aspetto della legalità, possibile che a nessuno venga in mente di considerare la certezza del lavoro un elemento determinante per combattere la illegalità?

In teoria dovrebbe accadere l'esatto contrario, parliamo dell'affidamento diretto e delle gare, per esempio tra 40 e 150 mila euro, con le nuove normative, sarebbe proibito l'affidamento diretto procedendo invece con una procedura di gara semplificata ma pur sempre con una novità negativa: invece di 10 saranno 3 i soggetti economici invitati lasciando, negli inviti, un ampio margine di discrezionalità alle amministrazioni pubbliche.

Il decreto poi inserisce una nuova fascia per l' affidamento di lavori, parliamo di lavori tra 150.000 e i 350.000 euro, in tale caso la procedura di confronto competitivo prevede l'invito ad almeno dieci imprese, che poi diventano 15 nel caso di lavori compresi tra i 350.000 e 1.000.000 di euro.
Al di là delle questioni, noi crediamo che esistano innumerevoli problemi legati alla valorizzazione del personale tecnico, e amministrativo, all'interno degli Enti locali con i Regolamenti degli incentivi ancora lontani dalla approvazione e destinati ad essere stravolti da una normativa che sta per essere modificata
Negativa la eliminazione della norma che prevedeva l'obbligo di indicare i subappaltatori nelle gare con lavori superiori alle soglie comunitarie e in tutte le gare ritenute a rischio di infiltrazione mafiosa. E' assolutamente negativo che non si possa dichiarare fin dall'inizio la volontà di subappaltare i servizi e le forniture, o parte delle stesse, perchè con l'incremento dei subappalti potrebbero sorgere innumerevoli problemi per i lavoratori che di per sè beneficiano di ben poche tutele.
Resta l'obbligo dell'appaltatore di dimostrare, in sede di gara, il possesso dei requisiti da parte dei subappaltatori ma questi requisiti possono rilevarsi al quanto generici e finire con l'essere una sorta di spartizione delle gare con accordi non scritti tra aziende partecipanti a piu' bandi che poi subappalteranno, sempre tra di loro, alcuni servizi. In questo modo alcune aziende possono agire in termini monopolistici e in nome della autonomia organizzativa decidere liberamente subappalti che diventerebbero una sorta di merce di scambio in piu' appalti (se l'azienda a subappalta a b, b vince una gara altrove e subappalta ad a alcuni servizi). La libertà di impresa è salva ma la trasparenza forse no, per non parlare poi delle condizioni retributive della forza lavoro.

Chiudiamo con due considerazioni relative alla modifica delle norme che disciplinano i regolamenti degli incentivi. Nati, molti anni fa, per favorire le professionalità interne agli enti locali e arrestare le privatizzazioni (percependo che i servizi esternalizzati determinassero, in molti cas,i anche un aumento dei costi ) oltre a favorire la progettazione interna agli enti pubblici che dovrebbero su questo tema essere diretti protagonisti e non a traino di soggetti privati.

il dlgs 50\2016 ha escluso le attività legate alla progettazione dagli incentivi costringendo gli enti locali a rivedere i regolamenti interni necessari per attribuire gli stessi incentivi. Ma gran parte degli enti non lo hanno fatto e tanti dipendenti sono ancora senza un euro, in questi due anni sono pochi i provvedimenti adottati e ci si accapiglia sulle tabelle degli incentivi.

Il dlgs 50\2016 prevede incentivi per la programmazione della spesa per investimenti, la preventiva valutazione dei progetti, il controllo delle procedure di gara e la esecuzione dei contratti pubblici, oltre a riconoscere incentivi a tante altre figure come Rup, direzione dei lavori e dell'esecuzione, collaudo tecnico amministrativo, la verifica di conformità e il collaudo statico.

Il decreto sblocca cantieri invece pare voglia rimettere al centro degli incentivi la progettazione . Sarebbe interessante capire la ragione di questa decisione, ma non prima di avere corrisposto , dal 2016 ad oggi, i soldi a tutti i dipendenti amministrativi e tecnici per i quali gli incentivi erano previsti dal dlgs 50\2016. Questo perchè al danno di non avere avuto un regolamento non segua la beffa di vedersi esclusi dagli incentivi per il cambiamento delle normative vigenti

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