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Venezuela, a Caracas arrivano i russi nel quadro di un accordo di cooperazione e i membri dell'Osa sbraitano sulla legittimità dell'operazione
I russi arrivano a Caracas, capitale del Venezuela, per discutere con le autorità del paese una serie di questioni prioritarie nel quadro della cooperazione bilaterale nell’industria della difesa e i paesi dell'Osa gridano allo scandalo e condannano la prsenza di uno sparuto drappello di cento militari di Pitin. Stando alle informazioni diffuse, i 99 militari russi sono arrivati in Venezuela nella giornata di domenica 24 marzo, a bordo di due aerei che trasportavano anche 35 tonnellate di merci di vario genere. “Alcuni esponenti del personale militare della Federazione Russa sono arrivati in Venezuela per prendere parte ad una serie di consultazioni bilaterali”, hanno riferito all'agenzia di stampa "Sputnik" fonti diplomatiche del paese latinoamericano, aggiungendo che “non vi è nulla di misterioso in tutto questo”, dal momento che i militari russi si sono recati in Venezuela per discutere alcuni aspetti degli accordi di cooperazione firmati anni fa. “La Federazione Russa e il Venezuela hanno una serie di contratti che sono ancora in vigore, molti dei quali nel comparto della cooperazione tecnico-militare”, ha aggiunto la fonte.

L’Organizzazione degli stati americani (Osa) ha definito “inammissibile” la cooperazione militare tra Mosca e Caracas. “La segreteria generale dell’Osa condanna la recente incursione militare russa in territorio venezuelano in sostegno a un governo dichiarato illegittimo”, si legge in un comunicato dell’organismo panamericano. “La presenza di effettivi e mezzi militari costituisce un atto lesivo della sovranità venezuelana (…). E’ inammissibile che un governo straniero abbia programmi di cooperazione militare con un regime usurpatore dichiarato illegittimo da risoluzioni e dal diritto interamericano”, conclude la nota. Il Consiglio permanente dell’Osa celebrerà oggi una sessione straordinaria per discutere dell’evoluzione della situazione umanitaria in Venezuela.

Per tutta risposta il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha detto che il Venezuela è libero di mantenere la cooperazione militare con i suoi alleati nel mondo. “La Repubblica bolivariana è libera di mantenere la cooperazione militare con i suoi alleati nel mondo, per rafforzare la protezione del popolo e del territorio venezuelano a fronte di qualsiasi aggressione esterna”, ha scritto il ministro sul suo account Twitter. “E’ cinico che un paese come gli Stati Uniti, con oltre 800 basi militari nel mondo, buona parte delle quali in America latina, e un budget militare in crescita di oltre 700 miliardi di dollari, pretenda di interferire nei programmi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Venezuela”. Pompeo “sa bene che le uniche tensioni in Venezuela sono quelle generate dal suo governo attraverso la minaccia dell’uso della forza, il blocco economico e il ruolo diretto che Washington ha assunto nel fallito tentativo di colpo di stato”, ha dichiarato Arreaza.
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