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Venezuela, piano di razionamento a causa dei colpi al sistema energetico
Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato un piano di razionamento dell'energia elettrica nei prossimi 30 giorni, per portare avanti il recupero del servizio minato da diversi "attentati terroristici". "Ho approvato un piano di trenta giorni per arrivare a un regime di amministrazione di servizio, di equilibrio nel processo di creazione, trasmissione sicura e di consumo su tutto il territorio nazionale", ha detto maduro in un intervento pubblico ritrasmesso sul proprio profilo di Twitter. La prima azione, come già accaduto in occasioni precedenti nel corso del mese di marzo, consiste nella sospensione delle attività scolastiche per la giornata di oggi e la chiusura di uffici pubblici e privati alle due del pomeriggio.

Il capo dello stato è quindi tornato a denunciare i "considerevoli" danni provocati dalle azioni "terroristiche, perpetrate da mani criminali". Le "aggressioni ai sistemi di generazione e trasmissione di energia, "hanno prodotto significativi livelli di distruzione di apparecchiature e interruzioni di processi necessari per la prestazione costante del servizio". Nonostante le Circostanze "complesse", ha rilevato Maduro in una nota, "siamo riusciti a ristabilire il servizio in maniera quasi totale in diverse occasioni successive agli attentati". Secondo le ultime segnalazioni, a seguito del blackout provocato nella giornata di domenica - ultimo di una serie iniziata il 7 marzo - sono circa 20 su 23 gli stati in cui si registra una sensibile riduzione del servizio.

Per il governo venezuelano le frequenti interruzioni di servizio sono frutto di azioni di sabotaggio portate avanti dalle opposizioni, con la regia di governi esteri. "Sabotaggi elettrici", "attacchi elettromagnetici", incendi ed altre azioni dolose scatenate per creare situazioni di disagio nel paese, aumentando ad un tempo le ragioni del malcontento della popolazione e i motivi di un "illegittimo" sovvertimento dell'ordine costituzionale.

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