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L'infame guerra libica, si spara sulle ambulanze. I partner umanitari forniscono assistenza "laddove è possibile"
E’ salito ad almeno 147 morti e 614 feriti il bilancio dell'offensiva lanciata il 4 aprile scorso dal generale Khalifa Haftar contro la capitale libica Tripoli. Lo ha reso noto oggi l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In un messaggio su Twitter, la missione in Libia dell’Oms ha annunciato di aver disposto “equipe chirurgiche di supporto negli ospedali dell’area di Tripoli”. Circa 16 mila persone sono state costrette a lasciare le loro case dall’avvio delle ostilità, secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) aggiornati al 13 aprile. “Altre due ambulanze sono state danneggiate negli scontri, portando a otto le ambulanze colpite dall'inizio delle ostilità”, aggiunge l’Ocha. I partner umanitari forniscono assistenza “laddove possibile” e finora è stata fornita una qualche forma di aiuto a circa 4.000 persone. Si ritiene che oltre 1.000 rifugiati e migranti siano intrappolati nei centri di detenzione di Gharyan (dove mancherebbe peraltro l'acqua potabile) e Qasr bin Ghashir, in prossimità delle ostilità in corso. Finora sono stati istituiti 15 punti di raccolta per sfollati in varie località di Tripoli.
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