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Debito di Roma Capitale, le critiche della Cgil in merito allo scontro tra Salvini e Raggi
Alla luce del duro scontro tra i ministri Salvini e Di Maio, alla fine il Consiglio dei Ministri ha stralciato i commi più importanti del  provvedimento dedicato alla Capitale e rinviati di fatto al Parlamento, almeno nella lettura in positivo del leader del M5S, mentre il numero uno della Lega canta vittoria. Dura la presa di posizione del segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola.

L‟attacco a Roma, per il sindacalista, "spostato sul piano politico e fondato su diffidenze, egoismi, rancori territoriali, è strumentale alla propaganda elettorale continua, caratteristica stabile di questo Governo e dei suoi ministri, in continuità con le scelte fatte da Berlusconi e Lega 10 anni fa, con cui si definì la gestione commissariale. Mettendo in ombra i benefici effettivi della norma che è stata stralciata: il risparmio per lo Stato che deriverebbe dalla parziale ristrutturazione del debito e dalla riduzione del contributo annuo".

Non solo, per Azzola si sarebbero liberate risorse consistenti di cui la città ha quanto mai bisogno, da destinare a investimenti fondamentali su servizi, scuole, strade, manutenzione dell‟intero patrimonio. "Risorse di cui la città avrebbe di nuovo avuto piena responsabilità, che sarebbero andate progressivamente a sostituire i trasferimenti dallo Stato alla Capitale e avrebbero evitato la crisi di liquidità già prevista per i prossimi tre anni. Le dichiarazioni di Salvini e degli esponenti della Lega su Roma sono segno di irresponsabilità politica e di una precisa idea divisiva della società e del Paese. Dove il campo dei diritti e del pubblico si restringe, dove si sceglie di tenere sotto scacco una città – la capitale - al solo scopo di depotenziarla".

E infine l'invito alla sindaca Raggi: "Non segua solo le sterili polemiche, non sposti le responsabilità sul passato e contro gli alleati di governo. È indispensabile ora, un nuovo patto. Non per distruggere, ma per ricostruire la città, con l‟ascolto e il confronto con le parti sociali. Un patto che abbia al centro un piano credibile di rilancio e sviluppo, che metta insieme tutte le leve strategiche, economiche, sociali, di riqualificazione e sostenibilità, preveda investimenti, immateriali e materiali, e si ponga l‟obiettivo di superare le criticità strutturali". Altrimenti, conclude Azzola, dopo tre anni di governo, sarebbe corresponsabile del declino che stiamo vivendo. E che faremo di tutto per fermare".
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