Sabato 07 Dicembre 2019 - Ultimo aggiornamento 23:51
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Venezuela, vertice di alcuni paesi del Sudamerica per fare il punto sull'emigrazione dal Venezuela. Altra tappa della politica anti-Maduro
Oggi e domani a Quito, capitale dell'Ecuador, si discuterà dei flussi migratori dal Venezuela nella regione. L'incontro, il terzo che si celebra nel giro di sette mesi, servirà ad esaminare gli aspetti "tecnici" della questione e verrà aperta dal ministro degli Esteri ecuadoriano, José Valencia. Le due giornate permetteranno tra le altre cose di fare il punto sui documenti di viaggio dei migranti venezuelani, specialmente in Argentina, Colombia, Ecuador, Paraguay e Perù. Verrà inoltre presentato il rapporto della piattaforma regionale sui rifugiati e i migranti, elaborata dall'inviato speciale Onu, Eduardo Stein. L'obiettivo è quello di continuare a favorire attraverso un rigoroso controllo i flussi dal Venezuela, ovviamente in chiave anti-Maduro. 

All'incontro partecipano in qualità di osservatori rappresentanti di altri 22 paesi, oltre che diversi organismi internazionali: agenzie delle Nazioni Unite come l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l'Alto commissariato per i rifugiati (Acnur), la Banca Mondiale (Bm), la Banca interamericana per lo sviluppo (Bid), la Corporacion andina de Fomento (Caf), l'Organizzazione degli stati americani (Osa), il Mercosur (Mercato comune del sud), la Comunità Andina, la Commissione economica per l'America latina e i Caraibi (Cepal), la Croce Rossa internazionale (Cri). La riunione, fa sapere il governo ecuadoriano, è l'ultima di questo tipo che si tiene a Quito: la prossima sarà ospitata dall'Argentina e quindi si procederà a rotazione in altri paesi.

I delegati valuteranno lo sviluppo del "piano di Quito", una prosecuzione della "dichiarazione di Quito", adottata nel corso del primo vertice a settembre 2018, che punta a “rafforzare le azioni volte a facilitare la mobilità dei cittadini venezuelani nel territorio dei paesi firmatari”. Il documento originario, firmato da 14 paesi, l'importanza di una migliore cooperazione tecnica tra Stati e le organizzazioni internazionali per fare fronte alla crisi e la necessità di supportare i paesi maggiormente interessati dal flusso migratorio, come la Colombia, l’Ecuador e Perù. La dichiarazione impegna inoltre coloro che l'hanno firmata "ad accettare documenti di viaggio scaduti come documenti di identità validi per i cittadini venezuelani", al fine di facilitare la libertà di movimento, e sollecita Caracas a prendere “misure necessarie per fornire tempestivamente documenti di identità e di viaggio ai propri cittadini", per porre un freno alle "limitazioni alla libera circolazione e alla mobilità "generate dalla mancanza di documenti ufficiali".

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi