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Codice degli appalti. il progetto del Governo riapre la strada al massimo ribasso. La denuncia della Cgil
“Il progetto del Governo di modificare il Codice degli Appalti, allentando i controlli e permettendo l'utilizzo sistematico del massimo ribasso, aprirebbe praterie immense a corruzione e infiltrazioni mafiose a scapito dell'impresa sana e della legalità nel lavoro”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in merito alla doppia inchiesta che in Lombardia ha portato a 43 arresti e a 95 indagati, fra politici, imprenditori e funzionari con accuse di corruzione e di legami con la 'ndrangheta nell'ambito di un sistema
diffuso di appalti truccati. Per il segretario confederale “bastano le parole del Procuratore per rendere evidente quanto da tempo sosteniamo. L‟inchiesta fa emergere, infatti, come gli imprenditori si dividessero i lotti, pianificando con offerte reciproche al ribasso, e spartendosi così le gare”. “Al Governo quindi ribadiamo che è necessario fermarsi, perché - conclude Massafra - lo „Sblocca cantieri‟, così
com‟è stato concepito, rappresenta una minaccia concreta per la legalità e per la crescita del nostro Paese”.

Per la Cgil di Milano la cosa essenziale è quella di evitare un pericoloso “ritorno al passato”. “Chiediamo che si faccia chiarezza il prima possibile in merito ai fatti appresi dai quotidiani. Esprimiamo preoccupazione per il coinvolgimenti di una delle più importanti partecipate di Milano, ma gli accertamenti che le autorità stanno facendo, raccontano decine di situazioni, che coinvolgono tutte le principali aziende municipalizzate e partecipate pubbliche del territorio lombardo, quindi non soltanto Amsa, ma anche A2a, Metropolitana milanese e altre aziende pubbliche”. “Abbiamo bisogno della massima trasparenza sulla gestione del sistema appalti – afferma la Cgil milanese - per evitare il rischio di un ritorno ad un passato, dove le scorribande della politica, costruivano il consenso attraverso forme di illegalità diffusa”.
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