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Europee 2019, Amnesty: rom, immigrati e donne vittime dei discorsi d’odio
Il monitoraggio dell’hate speech fatto da Amnesty in vista delle elezioni europee continua a dire che rom e immigrazione sono i temi che più generano polemiche e discorsi d’odio, e insieme ad essi l’argomento “donne” che colleziona oltre tre contenuti negativi su quattro. L’associazione sta monitorando i social media, in particolare i post Facebook e Twitter dei candidati ai seggi italiani del Parlamento europeo e i commenti degli utenti, e continua a registrare un tono del dibattito sempre molto negativo, anche con casi di incitamento a odio e violenza, che caratterizza quasi la metà (il 48%) di ciò che è pubblicato sui feed dei candidati ai seggi italiani al Parlamento europeo.

L’ultimo aggiornamento diffuso da Amnesty su oltre 33 mila contenuti valutati fra il 26 aprile e il 15 maggio nell’ambito del “Barometro dell’odio” delle Europee dice che “continua a essere “rom” il tema che ha scatenato il maggior numero di polemiche sui social media, con l’80% (4 su 5) di contenuti negativi – informa Amnesty in una nota – Al secondo posto è confermato “immigrazione”, col 77% di contenuti negativi, mentre a seguire troviamo “donne” col 76%, che fa scendere “minoranze religiose” (75%) e “solidarietà” (66%). A spostare l’asticella dell’odio verso le donne sono gli utenti generici, con il 78% dei commenti negativi, incidenza che crolla al 23% nel caso dei candidati. Il tema Europa, trattato solo nel 2% dei contenuti valutati, è trattato in modo negativo in oltre il 50% dei casi”.

Il tono generale del dibattito, comprensivo di tweet e post dei politici e dei commenti degli utenti, vede quasi un contenuto su due con accezione negativa, principalmente per il linguaggio usato dagli utenti generici che nel 49% dei casi si esprimono in modo critico sui temi trattati (“donne”, “lgbti”, “migranti rifugiati e persone con background migratorio”, “rom”, “minoranze religiose”, “povertà socio-economica”, “disabilità” per quanto concerne i diritti).

L’incidenza dei singoli temi sul dibattito complessivo, sia con contenuti negativi che neutri o positivi, dice che l’immigrazione è categoria che da sola raggruppa quasi l’11% dei contenuti valutati. Oltre 8 punti percentuali sotto, poco oltre il 2%, si trovano “Europa” e poi “solidarietà” (quasi 2%). Spiega ancora Amnesty: “Di “Europa”, in particolare, parlano soprattutto i candidati (con il 13% di incidenza per loro è il primo tema, seguito da “immigrazione” e “solidarietà”) e lo fanno in modo negativo solo nel 14% dei casi; è il tema, infatti, che più spesso affrontano in modo neutro o positivo. Un dato che, tuttavia, va letto in considerazione del fatto che il candidato solo di rado va oltre il mero annuncio elettorale. Se osserviamo, invece, l’atteggiamento degli utenti rispetto a questo tema, ne individuiamo la presenza solo nel 2% dei commenti e delle risposte, nel 52% dei casi con un taglio negativo”. Il monitoraggio dell’associazione continuerà fino al 24 maggio. Il rapporto finale sarà poi reso noto in occasione dell’insediamento del nuovo Parlamento europeo.

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