Mercoledì 20 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento 15:08
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Europa sempre più verso l'orizzonte delle larghissime intese e quindi verso un'altra puntata della crisi
I sovranisti non hanno sfondato nelle urne europee, ma portano a casa risultati politici che peseranno sul futuro della politica sia a livello del Parlamento di Strasburgo, sia a livello nazionale. Grande successo di Marine Le Pen in Francia: il suo partito batte quello di Macron. Male i socialdemocratici tedeschi. Con i partiti europei tradizionali in calo, ora si dovranno sperimentare nuove alleanze. Un ruolo importante lo avranno i Liberali e i Verdi. E se già in prima serata era stato il presidente dei Verdi europei Philippe Lamberts a dire che "i Verdi saranno indispensabili" perché "con circa 70 deputati, potremmo pesare il 10 per cento dell'Assemblea", è stato lo stesso candidato popolare alla presidenza della Commissione europea, Manfred Weber, a sottolineare che "per il Ppe è fondamentale riunirsi con coloro che hanno l'idea di una Europa forte" lanciando un invito "a liberali, socialisti e anche i Verdi, perché anche loro sono partner possibili".

Sulla base dei primi risultati globali provvisori, spetterebbero 178 seggi al Ppe e all'S&D 152, per un totale di 330. Non sufficienti per arrivare ai 376 necessari per la maggioranza assoluta. AI liberali dell'Alde, gruppo che cambierà nome e ingloberà anche la formazione di Emmanuel Macron, andrebbero 108 seggi e ai Verdi 67.
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