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Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà

E’ andata non male, molto male.

Con più calma andrà visto il quadro dell’Europa, nelle sue articolazioni, differenziate, ma in cui tuttavia si registra complessivamente purtroppo l’arretramento del Gue-Ngl.

Per quel che riguarda l’Italia si confermano i peggiori sondaggi che davano da tempo la Lega quasi al raddoppio rispetto alle politiche, mentre il M5S quasi dimezza e il PD recupera significativamente. Questo almeno in termini percentuali ed ad un terzo delle sezioni scrutinate. Andranno visti i risultati finali ed i voti reali.

La Sinistra sta alla metà di quello che era necessario per eleggere, meno dei Verdi, con poco più del doppio dei voti di Rizzo. Una sconfitta pesante, che non si può edulcorare in nessun modo.

La frase che mi è continuamente venuta in mente è una strofa di una canzone di Guccini, “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà..”
Aver mancato l’occasione di costituirsi come soggetto credibile a Renzi governante, ha consentito il green/rose washing di un PD che non ha sin qui cambiato nulla nella sostanza della propria linea, ma ha raccolto comunque il riflesso di un bipolarismo che si è piantato nella testa della gente.
Ed ha impedito che potesse fare qualche passo nella società reale, un altro racconto, da sinistra: sulle cause della sofferenza, della rabbia, della paura di futuro.
Come ha impedito che si strutturassero pratiche capaci di far vivere obiettivi, conflitti, coerenze: per tempo.
Perché i tempi sono decisivi sempre, e lo sono tanto più in una fase come questa.

Quello che ci attende sarà molto duro. Si è radicato l’ordine del discorso della Lega: la “legittima difesa” sempre, contro un ladro o un migrante, e “meno tasse per tutti”.
Si apre una nuova fase convulsa: perché la tentazione di andare alle politiche visti i risultati (della Lega e di Fratelli d’Italia) sarà fortissima per Salvini. Alzando il prezzo su tutti i capitoli conflittuali, a partire dall’autonomia differenziata, per votare prima della legge di bilancio, in cui molti nodi verrebbero al pettine: per la doppia responsabilità delle politiche della UE e del governo italiano, in specie della Lega, che se riesce a esser percepita come popolare, è del tutto interna al paradigma neoliberista. Basti pensare per l’appunto all’autonomia differenziata e alla Flat-Tax.

La discussione ha da essere netta anche in chi ci ha provato con La Sinistra. Perché i limiti della costruzione (davvero troppo tardiva, percepita più come la rimessa insieme di pezzi che come una storia fresca, non sufficientemente omogenea nell’ordine del discorso anche sull’Europa) sono evidenti, ma ora si deve decidere se si va avanti, facendo i conti fino in fondo con quei limiti, o si torna indietro, ognuno in una casa che in quanto tale non può forse essere nemmeno più un rifugio.

Io non butterei via quel po’ di cultura politica comune che c’è, e che continua ad essere per me una cassetta degli attrezzi da verificare, ma non da buttare appunto. Attrezzi che non hanno vissuto nella società per tutti quegli errori e limiti, e quindi sono rimasti muti, ma che possono ancora parlare.
La discussione è per l’appunto da fare. Intanto il grazie di ieri vale anche di più oggi, perché alla fatica si aggiunge la delusione e l’avvilimento.
Un abbraccio


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