Domenica 21 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento 11:18
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
"Caso Savoini-Salvini, alla faccia del cosiddetto Sovranismo!!!", intervento di Enzo Di Salvatore
Tre italiani e tre russi discutono di fondi illeciti in un hotel di Mosca. Uno di loro è Gianluca Savoini, che, nell'audio pubblicato da BuzzFeed News, parla di un piano per far arrivare nelle casse della Lega soldi dalla Russia. In questo modo: una compagnia petrolifera russa vende 3 milioni di tonnellate di diesel all'ENI; il valore è di circa 1 miliardo e mezzo di dollari; si pratica uno sconto del 4% e la differenza va alla Lega: più o meno 60 milioni di dollari, utili per finanziare le elezioni europee. Questo almeno secondo quanto emerge dalla registrazione audio. Non è dato sapere se poi l'accordo si sia perfezionato e se coloro che sono stati tirati in ballo durante la conversazione sapessero o no: sarà la magistratura a far luce su tutto e a chiarire se si tratti di corruzione internazionale.
Il punto, tuttavia, è un altro. È chiaro che Savoini non è uno qualunque. Non è un imbucato ad una festa di compleanno. Appena un anno fa ha dichiarato a «Il Foglio»: «sono nella Lega dal 1991 e coordino gli incontri di Matteo Salvini con gli ambienti russi». Eppure, nonostante ciò e nonostante le numerose foto che lo ritraggono con Salvini praticamente ovunque (a Mosca durante la riunione di Confindustria Russia, alla cena di gala in onore di Putin, ecc.), Salvini sembra quasi non conoscerlo.
Ora, in un ”Paese normale”, Salvini sarebbe chiamato a riferire in Parlamento. Ma alla richiesta avanzata da alcuni senatori del PD, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha detto «no!»: «qui non siamo in un luogo dove possiamo discutere liberamente di questioni che non hanno nessun fondamento probatorio». Testuali parole. Come se il Parlamento fosse un'aula di giustizia. Allora, in un “Paese normale”, l'altro partner di governo direbbe almeno qualcosa. Ma Di Maio si è limitato a dire che se occorre istituire una Commissione di inchiesta che faccia luce sul caso, occorrerebbe istituire, più in generale, «una commissione d'inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate». Il solito benaltrismo, insomma.
La verità è che Salvini avrebbe il dovere di riferire in Parlamento e di dire la verità politica (qualunque essa sia). Giacché: è amico di Putin, è amico di Trump, ma è in perenne conflitto con i partner europei, ai quali continua a dire che occorre revocare le sanzioni alla Russia. Ma non lo fa. Con buona pace non dico del "sovranismo", non dico degli interessi dell'Italia, ma, più banalmente, della democrazia.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi