Martedì 15 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 16:48
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Invece di perdervi in ragionamenti privi di senso sulla crisi di Governo vi ricordiamo che migliaia di lavoratori aspettano l'assunzione pubblica che avete promesso con tanto di legge finanziaria!!!
Mentre Pd, Cinque Stelle, Lega e Forza Italia non passa giorno che non ci delizino con assurdità di ingegneria istituzionale, vorremmo, molto timidamente, ricordare a lor signori che ci sono dodicimila lavoratori con il cuore e la vita a pezzi. Sono i lavoratori delle pulizie nelle scuole. Gli ultimi tra gli ultimi, insomma. Sono pochi dodicimila? Non rientrano nei vostri calcoli elettorali? 
A questi poveri cristi, bellamente dimenticati anche dai mass media, era stata promessa l'internalizzazione. Ovvero dopo decenni di sfruttamento bestiale presso i "lor signori" delle coop, i cosiddetti imprenditori che avrebbero dovuto fornire un servizio serio ed efficiente, finalmente un lavoro dipendente normale.
C'è da dire che molti di loro vengono dalla sfera pubblica, sono i famosi lavoratori socialmente utili. Utilizzati, cioè, in mansioni equivalenti a quelle del personale "Ata". Per un gioco tutto politico di incastri ed interessi vari sono finiti in bocca alla cosiddetta economia "smart", quella dei servizi e del lavoro con diritti "anche no". Cgil, Cisl e Uil hanno fatto ben poco per riportarli nell'alveo della mano pubblica, come dovrebbe essere visto che si occupano della pulizia delle scuole italiane. Anzi, proprio poche settimane fa, ad un passo dall'approvazione del regolamento che avrebbe dovuto perfezionare l'iter dell'assunzione, peraltro decisa nell'ultima legge finanziaria, si sono messi a sollevare problemi di ogni sorta. Hanno parlato di "assunzione generalizzata" sapendo bene che questa rivendicazione avrebbe bloccato il sistema. Assunzione per tutti vuol dire anche di coloro i quali sono stati introdotti solo recentemente dalle stesse coop nel circuito delle pulizie nelle scuole. Un conteggio che ad occhio e croce avrebbe fatto lievitare di circa un trenta per cento in più il bacino realmente interessato di precariato storico. 
Ora, con la crisi di Governo, tutto è peggiorato. Tra i dodicimila c'è molta agitazione. E' tutto un susseguirsi di appelli e tentativi di fare in modo che questa possibilità non sfumi del tutto. Con molta probabilità si va preparando uno sciopero. c'è chi, come il sindacato Anief, fa notare che trattandosi di un provvedimento attuativo della legge finanziaria in caso di proroga dei termini si tratterebbe solo di aspettare qualche mese in più. Ma la realtà è che a mutare sarebbe tutto il quadro politico. E nulla vieta che una nuova finanziaria annulli la decisione precedente.
I lavoratori oltre a non capire le ragioni della crisi non riescono a dare un senso a questo diritto negato dopo decenni di lotte, carte bollate e firme di tutti i generi. Anni di mobilitazioni e sit-in. Anni in cui a prendere la parola sono stati soprattutto i sindacati di base, e lavoratori provenienti da quella provincia italiana che non si vuole arrendere alla crisi. 
C'è da rimanere di stucco di fronte all'insensibilità della politica. In fin dei conti la maggioranza di Governo sta tradendo una promessa formulata a chiare lettere in una legge dello Stato e approvata dal Parlamento. Ovviamente non frega niente a nessuno. Meno che mai al Pd che invece con il mondo delle coop ha molti più legami. E si capisce, anche. Il giro di affari che muove la vicenda degli appalti per le pulizie nelle scuole è, a conti fatti, superiore al miliardo.
Invece di di parlare della condizione materiale delle persone, in questo caso lavoratori in carne ed ossa che dalla cosiddetta gestione privatistica hanno ricevuto un trattamento di vero e proprio sfruttamento, i rappresentanti politici e parlamentari scelgono argomenti stucchevoli e di nessuno interesse per la gente come la riduzione dei parlamentari. 
Un'altra brutta pagina, insomma, di storia repubblicana.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi