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L'Onu invita Israele a rivedere le regole d'ingaggio della polizia
L'Onu ha invitato Israele a rivedere le regole d'ingaggio delle forze di sicurezza perché siano conformi alle regole internazionali, in particolare per quanto riguarda la protezione speciale che deve essere riservata ai bambini. L'appello arriva dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Barchelet, dopo il ferimento grave di un bambino palestinese di 9 anni colpito in fronte da un colpo di proiettile sparato dalle Forze di sicurezza israeliane a Kfar Qaddum, nel nord della Cisjordanie, per quello che sembra essere "un esempio di uso eccessivo della forza". Il bambino, infatti, secondo le testimonianze raccolte dall'Onu, non stava partecipando attivamente alla manifestazione contro cui sono intervenuti i soldati israeliani. Si trovava a 100 metri dal luogo della manifestazione e "non costituiva certo una minaccia per i soldati israeliani".

Il colpo che l'ha colpito in piena fronte ha causato fratture multiple del cranio e ora il bimbo è ricoverato in fin di vita in un ospedale d'Israele. L'Alto Commissario ha ricordato che questo è solo l'ultimo di una lunga lista di incidenti avvenuti nel territorio palestinese nel corso dei quali bambini e ragazzi sono stati feriti o uccisi in circostanze che dimostrano come le Forze di sicurezza israeliane facciano ricorso ad un uso eccessivo della forza. Da notare, inoltre, che dopo 10 settimane di manifestazioni alla frontiera tra Gaza e Israele senza vittime, un giovane di 22 anni è stato ucciso. Nello stesso periodo sono stati 102 i bambini feriti da proiettili sparati dai soldati che stazionano sulla barriera.
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