Venerdì 24 Gennaio 2020 - Ultimo aggiornamento 22:08
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
"L'Italia, la Francia, e un cantiere sulla previdenza ancora aperto. Ora è il momento di osare". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
La Francia, ormai da settimane, è attraversata in lungo e largo dalla mobilitazione contro la riforma del sistema pensionistico e l'aumento dell'età lavorativa, la protesta non accenna a diminuire e invade migliaia di piazze, dai piccoli centri alle grandi città. In Italia è ormai acclarato che, sul tema previdenziale, l'occasione di costruire forti mobilitazioni è stata da tempo perduta, da quando la Riforma Fornero fu varata con il silenzio assenso di gran parte del mondo sindacale, con chi pensava fosse sufficiente qualche sciopero sparso, e simbolico, per fermare quel processo di ristruttuazione del welfare e della previdenza fortemente richiesto da Confindustria e dalla Ue.
Al ritorno dalle vacanze natalizie, l'agenda governativa è tornata a discutere della materia previdenziale, il cantiere pensioni è ancora aperto per limitare la durata della quota 100 rimettendo in gioco una proposta che salvaguardi l'immagine dell'esecutivo senza stravolgere l'impianto della Fornero.
L'idea, al momento piu' gettonata, prevede una pensione anticipata ma flessibile solo per chi abbia il requisito dei 64 anni d’età e con un calcolo della pensione interamente contributivo (il che determina una perdita economica tanto maggiore quanto piu' numerosi sarebbero stati gli anni conteggiati con il retributivo). E su questa proposta potrebbero essere tutti d'accordo, inclusi i sindacati complici desiderosi di salvaguardare la previdenza complementare, destra e sinistra parlamentare uniti nel rivendicare una pensione con quota 102 ma determinata da un sistema di calcolo penalizzante.

E a conferma di questa convergenza c'è il fatto che abbiano già stabilito i costi di questa opzione, circa 2,5 miliardi l’anno fino al 2028, assai meno comunque di quanto sarebbe costata la quota 100.

Qualche riflessione sorge tuttavia spontanea dacchè tra meno di 10 anni le pensioni saranno tutte calcolate con il contributivo e i risultati (negativi per il potere di acquisto) si inizieranno a vedere tra un quindicennio. Tutto il ragionamento Governativo verte sulla sostenibilità della spesa previdenziale, quanto costerà l'anticipo a 64 anni, ma cosi' facendo non affrontano la questione dirimente: le pensioni di domani saranno adeguate al costo della vita oppure costringeranno lo Stato a farsi carico di misure di sostegno (onerose) a salvaguardia di tanti pensionati?

Il ragionamento relativo ai costi puo' esaurirsi con analisi sui prossimi anni o prendere in esame un lasso di tempo maggiore? Una riforma previdenziale dovrebbe analizzare almeno un ventennio per individuare ricadute e sostenibilità economica. Tuttavia la discussione elude altre questioni che invece non sfuggono ai lavoratori francesi ossia la necessità, dopo anni di sbronza liberista, di arrestare l'aumento dell'età previdenziale. Per farlo chiederanno ai lavoratori ulteriori sacrifici, si finanzieranno da soli (con pensioni piu' leggere) l'anticipo previdenziale oppure rinunciando al tfr e a parte del loro salario a favore di una pensione integrativa che sarà presentata come l'ancora di salvezza per i pensionati di domani.

La Quota 102 resta comunque solo una delle ipotesi sul tavolo del Governo, in agguato i cosiddetti esperti che non mancheranno di intervenire con qualche proposta, ad esempio c'è chi parla di una ennesima riforma con una sorta di pensione flessibile e a punti tenendo conto anche della gravosità del lavoro svolto. Il cantiere previdenziale è piu' che mai aperto, peccato che gli unici a non esprimersi siano invece i diretti interessati: i lavoratori italiani.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi