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"Ma quale sarebbe la manovra espansiva? Le amnesie del ministro Gualtieri". Intervento di Federico Giusti
Industria 4.0 è determinante per le sorti dell'industria italiana, a dirlo il Ministro dell'Economia Gualtieri. Nonostante i contagi per il Governo non cambiano i numeri e le previsioni del Programma di finanza pubblica, si annuncia una Manovra di Bilancio "espansiva, conti alla mano vedremo presto a quali settori andaranno i soldi, chi ne beneficerà e quanti invece saranno tagliati fuori.

La scommessa del Governo è quella di contenere i contagi che invece sono in costante e continuo aumento, i luoghi di lavoro sono sempre meno sicuri come dimostrano i dati Inail, le politiche fiscali continuano a essere affrontate in maniera sbagliata , non si guarda alla ripresa della domanda che resta determinante per le sorti dell'economia.

Le misure da intraprendere non dovranno tuttavia gravare sulla Finanza pubblica e sulle regole dell'austerità, Gualtieri raccoglie la raccomandazione della Ue.

Le scommesse sono molteplici, intanto poco si sta facendo per la ripresa della domanda che presuppone interventi statali dell'economia e investimenti pubblici con atti di indirizzo e di controllo ben definiti.

Come sarà possibile ad esempio rilanciare la formazione e la ricerca? Saranno rimossi i numeri chiusi alle facoltà universitarie che oggi sono tra le cause della carenza di infermieri e medici? Il tasso di crescita di un paese non è solo determinato dal Pil ma anche dai servizi pubblici, dalla qualità della scuola e dell'istruzione, della sanità, del sistema dei trasporti, dalla capacità stessa del welfare di fornire risposte adeguate a fronteggiare la crisi sociale. Niente di rivoluzionario ma urge entrare nel merito delle singole scelte a partire dal programma Next Generation Eu, come saranno utilizzati questi soldi anche per verificare concretamente se la manovra sarà espansiva come annunciato.

Intanto regalare ai padroni la libertà di licenziamento non ci sembra una scelta sensata ma conseguenza di politiche vecchie finalizzate solo a contrarre il potere di acquisto dei salari e le agibilità sindacali.

La politica fiscale ha spesso favorito i redditi alti che presentando innumerevoli spese sostenute, spese impossibili ai redditi medio bassi, ottengono sgravi poderosi. La progressività reale del sistema fiscale, senza la furbizia di certe detrazioni, è sicuramente da preferire a scaglioni fissi dentro i quali troverebbero vantaggio solo le fasce di reddito piu' alte.

Gli investimenti pubblici poi non sono realizzabili dentro la cosiddetta sostenibilità finanziaria, i tetti di spesa sono invece l'esatto contrario di una manovra espansiva, tetti che restano pressochè invariati. E poi Industria 4.0 rischia di essere una svolta a favore di alcuni settori e a discapito di altri, se gli investimenti cresceranno del 20 per cento solo nel 2021 sarebbe utile entrare nel merito degli stessi perchè potremmo trovarci davanti agli ennesimi regali alle imprese. Continuare a sostenere la riduzione del debito pubblico, anche in epoca pandemica, stride fortemente con una manvora espansiva, anche questi aspetti vengono letteralmente dimenticati dal Ministro Gualtieri nella intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore del 21\10.

Il taglio del costo del lavoro al Sud , prorogato per 3 anni, potrebbe essere pagato dalla collettività senza reali investimenti del settore privato, anzi si rischia di investire soldi pubblici per regalare infrastrutture a privati che negli anni scorsi hanno fatto presto le valige, non prima tuttavia di avere incassato finanziamenti e sovvenzioni. Il Meridione ha bisogno di investimenti, entrare nel merito degli stessi con atti di indirizzo e senza regalie alle imprese, resta determinante per tutti\e.

Il Covid accelera l'automazione del lavoro, sempre piu' massiccio è il ricorso ai robot e allo smart ma anche a dinamiche lavorative destinate a produrre maggiore plusvalore e sfruttamento, crescente alienazione. Stando ai dati del Forum economico mondiale i posti a rischio nei prossimi anni, in virtu' dell'automazione, potrebbero arrivare a 85 milioni cancellando migliaia di posti di lavoro e creandone innumerevoli altri, magari sottopagati. Siamo in presenza di una crisi epocale e di processi di profonda ristrutturazione sistemica.

Ebbene molti dei soldi destinati alla Ripresa potrebbero finire proprio ai processi di automazione, i soldi pubblici destinati a pagare i ritardi delle imprese che in questi anni non hanno investito ma delocalizzato precarizzando al contempo il lavoro. E' forse questa l'idea di manovra espansiva del Governo? Ancora poche settimane e anche i piu' scettici lo capiranno da soli.

Poi ci sono i soldi destinati alla Rigenerazione urbana, anche in questo caso mancano progetti seri e duraturi a favore dell'edilizia urbana e abitativa popolare, manca un'idea diversa di città.

E sullo sfondo una situazione sanitaria preoccupante, già tra 3 settimane potremmo trovarci senza posti in terapia intensiva, poco, o sicuramente non abbastanza, è stato fatto per potenziare la sanità pubblica, del resto la sostenibilità finanziaria resta un tabu' .

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