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"Covid o non Covid, il capitale è pronto alla zampata per ottenere più profitti e più sfruttamento". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti

Il Governo è diviso sull deroga al divieto di licenziamenti collettivi, è in corso una trattativa al ministero del Lavoro ma ad oggi non arrivano segnali incoraggianti.

Pesa sicuramente l'assenso di un Ministro del Mov 5 Stelle alle richieste di Confindustria nel corso di una trasmissione televisiva nella quale le istanze padronali sono state sostanzialmente accolte dal Governo senza che esistesse sull'argomento una posizione ufficiale dell'Esecutivo.

Questione dirimente perchè un eventuale ritorno ai licenziamenti collettivi determinerebbe solo nei primi mesi dell'anno almeno 400 mila licenziamenti.

Le proposte sindacali ad oggi non sono state delle migliori tra chi propone lo scambio tra i mancati rinnovi contrattuali e la deroga al divieto di licenziamento e chi invece pensa solo a guadagnare 2\3 mesi di tempo per sperare in una ripresa economica dalla primavera 2021.

Si naviga a vista con l'occhio rivolto alla conservazione dell'attuale maggioranza governativa, con tali premesse il ruolo sindacale non potrà che essere subalterno e arrendevole ai dettami padronali.

I contagi crescono giorno dopo giorno, la situazione è fuori controllo come dimostrano le ordinanze di Sindaci e Governatori per adottare un parziale coprifuoco contro l'assembramento.

La polemica tra negazionisti e scientisti è l'ennesimo paravento dietro a cui si cela la inadeguatezza del sistema sanitario pubblico, negli ultimi mesi abbiamo continuato a reglare soldi, troppi soldi, alla sanità privata , le assunzioni sono arrivate con il contagocce . i tamponi sono insufficienti, scelte tutte operate a tutela della sostenibilità finanziaria.

Il sindacato è davanti a un bivio: o accettare le regole del Gioco, le politiche ell'austerità, la salvaguardia della maggioranza di Governo o provare a giocare una partita nuova, quella della irresponsabilità.

I responsabili di solito impongono sacrifici e le classi subalterne sono state subissate da tagli, perdita del potere di acquisto, da servizi pubblici in crisi, da un aumento dei costi della vita resa sempre piu' difficile dalla precarietà lavorativa ed esistenziale.

Irresponsabilità significa non accettare piu' le regole che hanno determinato la perdita del potere di acquisto di salari e pensioni, aumenti contrattuali con pochi euro , perdita di agibilità sindacale e politica, la contrazione stessa degli spazi di libertà e democrazia.

Le regole vigenti sono quelle dell'unità monetaria , non si tratta di aprire un contenzioso ideologico con Euro o Bce ma prendere atto che quella Europa unita ha rappresentato il sostanziale arretramento delle libertà collettive, della democrazia nella società e nei luoghi di lavoro, ha affossato gli interventi statali a favore della domanda mortificando salari e pensioni.

Fare i conti con la realtà in termini materiali e non ideologici vuol dire praticare la irresponsabilità rispetto a regole costruite ad arte per piegare le classi subalterne alle istanze padronali, intervenire sulla distribuzione della ricchezza da anni indirizzata verso i capitali e sempre meno al welfare e ai salari.

I contagi rappresentano l'acuirsi di una crisi sistemica che nel tentativo di arrestare la caduta dei profitti non esiterà a scatenare repressioni e attacchi ai salari e alle istanze sociali. Per resistere serve la consapevolezza e la irresponsabilità.

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