Domenica 29 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento 14:36
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
"La vera posta in gioco è la forma e di conseguenza la sostanza della democrazia". Intervento di Franco Astengo

La drammaticità della situazione sanitaria non deve consentire lo scivolamento del Paese in una vicenda nella quale alla fine siano travolti i termini concreti di esercizio della democrazia previsti dalla Costituzione.

In pochi giorni abbiamo avuto un cumulo di decreti sovrapposti l’uno all’altro con indicazioni confuse e fonte di contrasto tra il governo centrale, le regioni, gli enti locali.

Il sistema autonomistico ha così risposto in modo disordinato attraverso ordinanze di vario tipo anch’esse del tutto sovrapposte e sovrapponibili l’una con l’altra, alimentando incertezze e provocando reazioni anche improprie da parte di una società spaventata e in ansia per la difesa dei consumi di massa, indispensabili o meno che siano.

Tutto questo apre la necessità di riflettere su elementi sostanziali della nostra vita pubblica e dell’esercizio della vita politica : dall’elezione diretta delle cariche monocratiche legate alla personalizzazione della politica, dal mutamento di ruolo e di natura dei partiti politici, dal declassamento dei consessi elettivi, alla formazione complessiva del consenso e alle sue possibilità di espressione nell’articolazione delle diverse posizioni.

Si sta dimostrando tutta la negatività della riduzione del rapporto tra politica e società nel senso della concentrazione del potere che, alla fine, significa riduzione del carico di responsabilità collettiva e di conseguenza limitazione della democrazia.

Adesso ai decreti si sostituiscono le dirette Facebook nelle quali il presidente del consiglio dei ministri (non esiste nella costituzione italiana la figura del Capo del Governo) interviene “en solitaire” dopo aver consultato le parti sociali, le quali però non stanno esprimendo alcuna opinione in merito delle decisioni assunte.

E’ prioritario ristabilire subito un circuito di comunicazione trasparente tra le forze politiche e l’unico luogo dove ciò può avvenire è il Parlamento ed è necessario anche un intervento del Presidente della Repubblica che non sia semplicemente rassicurativo o esortativo ma indichi con chiarezza i termini concreti della drammatica questione che ci troviamo di fronte e i termini concreti di rapporto tra l’autorità politica e la comunità scientifica e, per favore, anche senza inutili e retorici appelli all’unità.

Ne va della residua credibilità del sistema, non c’è nessuna esigenza di velocità decisionale che tenga.

Le condizioni di vita che l’emergenza ci propone e le relative restrizioni collettive e individuali possono essere sopportate pur nella modifica che impongono nelle condizioni di vita quotidiana.

La vera posta in gioco è la forma e di conseguenza la sostanza della democrazia: siccome il colpo più duro sarà inferto alla fragile economia del Paese le condizioni per ripartire dovranno essere portate avanti attraverso un forte confronto politico e sociale.

Con un pensiero a chi soffre è necessario insistere: il rispetto delle regole democratiche dettate dalla Costituzione Repubblicana, la libera espressione delle opinioni politiche, la chiarezza e la trasparenza nella comunicazione rappresentano fattori fondamentali per affrontare l’oggi e il dopo. Non dobbiamo stancarci nel reclamarne l’osservanza, già fin troppo trascurata in questi giorni così difficili.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi