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Il partigiano Dado: "La democrazia va difesa perché ha molti nemici"
Una testimonianza diretta nell'ambito delle celebrazioni del 25 aprile con l'assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi a fare da intervistatore al nonno 98enne Edoardo, il partigiano Dado. "La democrazia va difesa - ha affermato Edoardo Sacchi, su Controradio - perché ha molti nemici. Serve inoltre anche una democrazia economica, probabilmente bisogna mettere un limite alle ricchezze. Non è possibile che ci siano i 'multimilionari' quando ci sono i 'multi-poveri'. I valori che io ritengo indispensabili sono onestà, senso della giustizia e libertà nel rispetto di leggi giuste e delle nostre radici". Nel corso dell'intervento Sacchi ha ricordato la vita da partigiano: "Vivevo - ha affermato - in un continuo stato di allerta, ad ogni rumore sobbalzavo. Per 50 anni poi non ho parlato delle mie avventure passate: avevo cancellato i ricordi, che colpivano troppo la mia coscienza". Dopo una serie di dialoghi con lo storico Franco Giannantoni "ho deciso di scrivere un libro" su questa esperienza. Volume che il nipote Tommaso ha definito "uno scrigno di sapere e di radici che ha fatto anche da stimolo per il mio impegno della vita politica della comunità".
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