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Oggi la giornata del rifugiato. E' la guerra la vera causa dei "displaced people"
I monumenti di cinque città si illumineranno stasera e altri eventi accompagneranno la Giornata del Rifugiato. Nell'occasione, l' Unicef sollecita più garanzie e più inclusione, mentre l'Oms chiede che nei campi sia tutelato il diritto alla salute.
Caritas ricorda come, secondo il rapporto dell'Unhcr, sono quasi 80 milioni le persone costrette a lasciare le proprie terre e trovare rifugio in uno stato estero o all'interno del loro Paese. Un incremento notevole rispetto all'anno precedente, quando erano 70,4 milioni. Moltissimi vivono situazioni di sfollamento prolungato che possono tramutarsi in una condizione cronica. Gli sfollati interni in particolare sono nel mondo 50,8 milioni. Il numero più alto di sempre. Nel linguaggio umanitario sono chiamati 'Internal Displaced People', profughi costretti ad abbandonare le loro case ma che restano nella propria nazione. Di queste oltre 45 milioni lo sono a causa di conflitti armati e violenze. Il numero di profughi interni a causa delle guerre supera rifugiati e richiedenti asilo (i profughi accolti all'estero). Il dossier, riprendendo anche i dati di indagini di Caritas Iraq sui giovani, analizza nello specifico la situazione di 1,6 milioni di profughi interni in Iraq, sfollati a causa dell'Isis che nel 2014 conquistò la città di Mosul e la Piana di Ninive, generando all'apice del conflitto circa 6 milioni gli sfollati. "Sono persone che hanno paura a tornare nelle loro case, se ancora esistono, e che a fatica immaginano un futuro felice", sottolinea Caritas.
"Il fenomeno delle migrazioni - ha detto il presidente della Repubblica Mattarella - conta su un approccio italiano basato su strumenti importanti quali il programma nazionale di reinsediamento e i corridoi umanitari per rifugiati particolarmente vulnerabili. La nostra azione di protezione e assistenza non può deflettere o indebolirsi ma deve, anzi, rafforzarsi, con l'elaborazione di un nuovo corso dell'Unione europea in materia di migrazioni e asilo, nel segno di un più incisivo e condiviso impegno comune". 
Interviene anche la Cgil: "Mai come in questo momento la scelta di adottare politiche migratorie in grado di alleviare le sofferenze diventa necessaria", ricordando i 5000 minorenni stranieri non accompagnati presenti in Italia.
Per il Prc, infine, gli stessi governi che celebrano, "impongono politiche che, in nome della difesa dei "sacri confini", hanno fatto dell'Europa una fortezza in cui pochi riescono ad entrare magari per divenire schiavi mentre molte e molti muoiono nel disperato tentativo di oltrepassare i muri. Due giorni fa non ha quasi fatto notizia il ritrovamento del corpo di una bambina di 5 mesi, affogata al largo di quella Libia dove illegalmente si continuano a respingere quelli che tentano di scappare". 

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