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Negli Usa continuano le manifestazioni antirazziste. Trump alza il livello dello scontro inviando le truppe federali
La tensione resta alta a Portland, in Oregon, dove Donald Trump ha inviato agenti federali per riportare l'ordine. I manifestanti, in piazza ormai da settimane, non mollano aiutati da un 'muro di veterani' che li protegge dai federali. I democratici attaccano l'amministrazione, definendo le tattiche autoritarie usate come un'enorme minaccia alla democrazia, "un assalto in stile militare". La presenza di agenti federali ha esacerbato le tensioni, con i manifestanti radunati davanti all'edificio della corte distrettuale per chiedere formalmente che lascino la citta'. le proteste nelle ultime otto settimane non sempre sono state pacifiche: un gruppo di agitatori, secondo le autorita' locali, le ha usate a scopi violenti. I manifestanti di Portland, una delle citta' piu' bianche d'America e con un passato razzista, chiedono giustizia razziale, una polizia meno violenta e una soluzione alle disuguaglianze di reddito.

Intanto, a Seattle si registrano almeno 16 arresti e tre agenti feriti. La manifestazione è contro il razzismo e l'uso eccessivo della forza da parte della polizia e prosegue quelle iniziate settimane fa per la morte di George Floyd. Ma le proteste sono anche per quello che sta succedendo a Portland.
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