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"Le disuguaglianze si sono acuite con la fase neo liberista come le spinte autoritarie per costruire la società della sorveglianza". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
E sono proprio le disuguaglianze sociali ad essere rimosse nell'immaginario collettivo tacendo sull'allargamento della forbice tra i piu' ricchi e i poveri all'interno dei paesi a capitalismo avanzato e tra le nazioni economicamente piu' forti e le altre. La proletarizzazione della classe media è un fenomeno ancora da studiare nei paesi europei dove tradizionalmente la sinistra e i comunisti avevano maggior peso e un ruolo sociale importante che ha contribuito a costruire modelli di welfare basati su sistemi previdenziali favorevoli, l'accesso all'istruzione e alla sanità .

Non a caso autori come Pikkety stanno affrontando il nodo delle disuguaglianze da un punto di vista non comunista, attenti alla sfera distributiva ma non senza criticare l'idea che il capitalismo sia di per sè un modello economico e sociale definitivo e non trasformabile, un modello sociale che alimenta la povertà e l'arricchimento di pochi .

Da qui la ricerca, in campo social democratico, di un modello sociale piu' equo e giusto con un ruolo dello stato rafforzato e attento alla fase distributiva. La sacralità del libero mercato e della proprietà privata inizia a non essere piu' un tabu' almeno in campo accademico tanto da criticare apertamente le politiche economiche e sociali della Ue.

In Italia questa scuola di pensiero è ancora debole perchè per anni la sinistra e il sindacato hanno evitato di affrontare il nodo delle disuguaglianze occupando invece spazi di potere che hanno sposato le privatizzazioni, le liberalizzazioni, lo smantellamento del welfare e sistemi previdenziali iniqui, oltre a non contrastare le politiche che hanno deregolamentato e precarizzato il mondo del lavoro.

La stessa sinistra ha fatto proprio il moto della governance e della governabilità ripudiando il sistema elettorale su base proporzionale e subendo la fascinazione di un sistema di rappresentanza che giudica il voto ormai inutile.

L'idea del sorteggio accomuna ormai i grillini a settori della sinistra, da qui nascono non solo le aberrazioni del referendum per la riduzione del numero dei parlamentari ma anche la affermazione di un sistema antidemocratico che alla fine ha potenziato il ruolo dei Sindaci e dei Governatori regionali a discapito dei consigli . E in questa ottica va letto il pareggio di Bilancio in Costituzione valido tanto per lo Stato che per gli enti locali, causa della debacle del sistema pubblico.

Il tema delle disuguaglianze è strettamente connesso a quello del sistema politico, non si puo' sostenere il maggioritario e la riduzione del numero dei Parlamentari senza prima avere interiorizzato l'idea che le iniquità del sistema economico e sociale siano inamovibili.

Questi sono i frutti della sinistra liberal e liberista che ha distrutto gli spazi di democrazia e di partecipazione e a colpi di privatizzazione rafforzato il potere delle lobby economiche a discapito del potere di acquisto e di contrattazione.

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