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Presidenziali Usa, Trump soffia sul fuoco della violenza indiscriminata e si rifiuta di condannare il cecchino diciassettenne che ha ucciso due manifestanti a Kenosha
Sarà lunga la campagna elettorale per le presidenziali in Usa. Come hanno previsto molti osservatori internazionali la strumentalizzazione da parte di Trump della protesta contro le uccisioni della polizia diventa sempre più il tema principale. E sarà così fino a novembre. Intanto il presidente conferma la sua visita a Kenosha, Wisconsin, dove è stato ferito dalla polizia con 7 proiettili alla schiena Jacob Blake. Trump in conferenza stampa si e' addirittura rifiutato di condannare Kykle Rittenhouse, il diciassettenne suo sostenitore che a Kenosha armato di un fucile semiautomatico ha ucciso due persone durante gli scontri con i manifestanti antirazzisti. Per il tycoon, Rittenhouse si e' difeso. "Ci sono delle indagini - ha detto il presidente americano - ma quando ha tentato di fuggire lo hanno attaccato in maniera molto violenta: probabilmente sarebbe stato ucciso".
"Trump fomenta la violenza perché è debole, con lui è il caos", dice il candidato Dem alla Casa Bianca Joe Biden. "A Portland c'è il caos da molti anni. Se questo zimbello di sindaco non farà pulizia andremo lì e lo faremo noi per loro", replica Trump. 
"C'è una guerra contro le forze dell'ordine - aggiunge Trump -. I democratici hanno perso il controllo e sono in mano alla sinistra radicale, alla criminalità, e i loro sindaci si rifiutano di mettere i rivoltosi in carcere. Invece quello che serve è tolleranza zero contro l'anarchia e la violenza, quello di cui abbiamo bisogno è ordine, altrimenti la democrazia è morta"


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