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"Capitol Hill, l'assalto è il segnale eloquente di una società in crisi involutiva che non riesce a trovare le risposte alle contraddizioni profonde". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
Non era mai accaduto che manifestanti entrassero in Campidoglio, alle manifestazioni dei black lives matter era stata riservata una attenzione particolare con migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa.

5 morti, tra i quali un agente di polizia per infarto, nell'assalto al Campidoglio in un paese nel quale ignoto è il numero di morti ad opera delle forze dell'ordine non esistendo un data base federale, tuttavia qualche dato è comunque noto : in sette anni la polizia americana ha ucciso 7.663 persone, in media 1.100 l’anno e circa 0,34 ogni 100mila abitanti.

Gli omicidi per mano poliziesca avvenivano un tempo per lo piu' nelle aree metropolitane ma nel corso degli ultimi anni sono cresciuti nei quartieri suburbani e nelle zone rurali e nonostante scandali e denunce pubbliche i numeri restano invariati nel corso degli anni.

Partiamo da queste considerazioni perchè il voto degli afro a Biden va inquadrato anche come reazione alle violenze poliziesche alimentate dal razzismo e dal giustificazionismo istituzionale verso quella prassi repressiva che lede i diritti individuali e civili rappresentando la espressione di un potere sempre piu' forte. E sempre negli ultimi anni la crisi economica e sociale ha prodotto maggiori danni nelle minoranze etniche vittime per eccellenza della repressione e della violenza poliziesca.

Il radicamento delle destre nelle forze di polizia è un fattore endemico e diffuso, non c'è bisogno di andare al G8 di Genova ma solo ripercorrere le cronache degli ultimi anni in tutti i paesi a capitalismo avanzato.

La stessa impunità delle forze di polizia Usa responsabili di abusi, morti e violenze è il risultato di politiche trasversali ai democratici e ai repubblicani, i media se ne sono occupati quando il problema era già esploso e solo perchè costretti dalle mobilitazioni di piazza che sovente sono state represse con migliaia di arresti, uccisioni e centinaia di feriti.

Due trattamenti antitetici, quelli riservati ai manifestanti pro Trump e del Black live matters ,che dovrebbero indurre a qualche riflessione sulla società e sulla politica Usa in merito all'ordine pubblico e alla stessa democrazia.

Altro aspetto saliente, ma sul quale i social hanno ironizzato fin troppo, riguarda le realtà presenti nell'assalto al Campidoglio, arrivato dopo una manifestazione repubblicana con comizio di Trump che invocava la rivolta contro la truffa elettorale che a detta sua avrebbe sancito la illegittima vittoria di Biden (tra i votanti dei due candidati alle Presidenziali ci sono 7 milioni di scarto ma si sa che il sistema elettorale Usa è cosi' iniquo da premiare i Grandi elettori e non una equa rappresentanza proporzionale ai voti riportati, cio' nonostante sulla stampa e sulla tv si continua a parlare di grande democrazia da cui prendere esempio...).

La occupazione del Campidoglio è il segnale eloquente di una società in profonda crisi involutiva (come sempre accade quando le disuguaglianze crescono e si riduce l'intervento statale), pensare a Trump come una parentesi dolorosa e passeggera è sbagliato come fuorviante fu il giudizio di Benedetto Croce sul fascismo. E proprio la sottovalutazione del fascismo di Croce e dei liberali è il brodo di cultura da cui scaturiscono recenti pubblicazioni di rivalutazione dell'operato di Mussolini e del Fascismo oltre alla solita vulgata revisionista che trova comunque diffusione sempre maggiore.

Il filosofo liberale esalto' l'avvento del fascismo come una sorta di azione creatrice che porto' alla vittoria elettorale tacendo o sottovalutando sulle violenze squadriste che portarono alla uccisione di tanti oppositori, a centinaia di sedi sindacali e politiche bruciate, ai pestaggi sistematici degli attivisti social comunisti.

I fascisti non vinsero delle elezioni democratiche perchè la democrazia era stata minata e soppressa dalla marcia su Roma, la profonda azione di Trump nello stravolgimento delle regole pur discutibilissime della democrazia americana viene cosi' sottovalutato o letta con fin troppa superficialità proprio come i liberali interpretarono l'ascesa di Mussolini e dei Fascisti.

Per i crociani il fascismo non era una forza di governo, altrettanto si diceva per Trump che tuttavia ha governato 4 anni consolidando i consensi in numerose aree del paese nel quale i repubblicani guadagnano voti.

E se Croce giudicava il fascismo espressione dell'amor di patria, decenni dopo hanno descritto Trump nella veste di interprete delle istanze dei bianchi americani o della classe operaia abbandonata dai democratici.

I parallelismi e le coincidenze non finiscono qui, i liberali crociani giudicavano il fascismo una parentesi, un fenomeno di passaggio, i democratici e i liberal americani ed europei hanno sempre pensato che la presenza di Trump fosse destinata ad eclissarsi in poco tempo salvo poi scoprire consensi diffusi e radicati, accorgeresi con anni di ritardo della presenza di milizie e sette suprematiste, razziste o dichiaratamente nazi fasciste, protagoniste dell'assalto al Campidoglio e di manifestazioni in favore dei golpisti venezuelani.

Non siamo allora in presenza di bizzarri e pittoreschi cloni dei village people nè la chiave di lettura degli eventi puo' essere quella antiproletaria di qualche sindaco del Pd che, alla pari dei liberali crociani di quasi un secolo fa, guarda la realtà dall'alto con la tipica spocchia di chi si crede acculturato e superiore ai novelli barbari.

La base di Trump è composita e va dalle potenti e danarose Fondazioni onnipresenti nella società americana, capaci di formare intellettuali e docenti che diffondono il pensiero unico neoliberista, fino alla grande finanza ma ha dato legittimità e forza a soggetti mediatici, politici e culturali che affondano le loro radici nel fascismo, nella xenofobia, in un patriottismo semplificato che vede gli Usa contrapposti alla pandemia comunista e alle stesse culture liberali. Mai come oggi negli Usa sono stati forti i movimenti contro i diritti civili, le comunicazioni alla stampa del Presidente Trump derivavano dai messaggi farneticanti di gruppi e sette di estrema destra nelle fila dei quali troviamo anche numerosi ex militari, negazionisti del covid in un paese nel quale i morti provocati dalla pandemia sono oltre 370 mila.

E questa realtà, sottovalutata come avvenne per il fascismo negli ambienti liberali di quel tempo, è tutt'altro che sconfitta, anzi si prepara ad una feroce escalation nella società americana che dovrebbe indurre a considerare il Trumpismo qualcosa di piu' complesso di un fenomeno passeggero.

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