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"Sicurezza sul lavoro, la macchina della giustizia è completamente inadeguata. Anche questa è tra le conseguenze dell'assenza totale della lotta dei lavoratori". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
Non è in gioco il rispetto del ruolo della Magistratura, il problema è ben altro ossia se una Sentenza è giusta oppure no. In nome del diritto, specie se hai avvocati bravi e di grido, una sentenza puo' essere ribaltata, i colpevoli trasformati in innocenti anche se agli occhi della maggioranza dei cittadini le decisioni dei Magistrati appariranno sbagliate e lesive del principio stesso di giustizia.

La recente sentenza sulla strage di Viareggio, in Cassazione, desta a dir poco perplessità soprattutto laddove non viene riconosciuta la strage sul lavoro.

Viviamo in un paese nel quale la salute e sicurezza dei lavoratori è sempre piu' compromessa, aumentano le morti sul lavoro nonostante milioni di uomini e donne in smart o a casa con gli ammortizzatori sociali. Siamo certi che i principi della Costituzione abbiano trovato applicazione nel corpo delle leggi in materia di lavoro e nel codice civile? Nutriamo seri dubbi a tal riguardo, anzi dagli anni ottanta ad oggi ci pare evidente che la Giustizia si sia mossa sempre piu' verso i desiderata delle imprese.

L'articolo 41 della Costituzione è oggetto di interpretazioni contrastanti, fatto sta che la libera attività economica nel corso degli anni si è trasformata in arbitrio della impresa ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici non piu' tutelati da leggi che i governi degli ultimi lustri hanno smantallato scientemente, dall'art 18 alle norme che limitavano il controllo dei lavoratori con strumenti di videosorveglianza.

Solo in teoria l'azienda è chiamata a rispondere della mancata tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, quando accade passano anni, tra processi lunghi e costosi, quando innumerevoli reati non cadono direttamente in prescrizione. Il primato della impresa sui lavoratori è la vera causa del problema e su questo punto la nostra stessa Costituzione è contraddittoria, anzi le parti piu' avanzate sono state riscritte nel corso del tempo. Invocare allora la Carta ci sembra un esercizio retorico.

In linea teorica l'azienda viene chiamata in causa davanti alla morte o a lesioni ai danni di lavoratori non solo in caso di palese dolo ma anche per semplice inosservanza delle normative che tutelano la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma l'onere della prova è sempre a carico dei lavoratori, un po' come sta accadendo con i contagi da covid nei luoghi di lavoro. Poi sovente esistono circolari e scappatoie giuridiche tali da consentire ai padroni di dormire sonni tranquilli. Solo in casi eccezionali è stato possibile dimostrare il comportamento doloso e colposo dei vertici aziendali, non è accaduto invece nel caso della strage di Viareggio con una Sentenza che ha fatto decadere il reato di omicidio colposo e in un colpo solo archiviato innumerevoli testimonianze e perizie che dimostravano invece le responsabilità dei vertici di Trenitalia e Rft , questo è quanto asseriscono all'unisono sindacati\listi, familiari delle vittime e associazioni varie.

La sentenza della Cassazione non solo priva di ogni giustizia i familiari delle 37 vittime di Viareggio ma rappresenta un precedente pericoloso per tanti altri processi che si terranno nei prossimi anni soprattutto a seguito dei contagi e delle morti da Covid.

La sentenza a nostro modesto avviso mette in secondo piano le violazioni delle normative sulla sicurezza sul lavoro visto che dimostrare un comportamento doloso è sempre piu' arduo.

La giurisprudenza da anni ha operato una scelta ben precisa, privilegiare il mercato e gli interessi aziendali a discapito della salute e sicurezza sul lavoro, innumerevoli sentenze si sono chiuse con pene irrisorie e i responsabili di morti e lesioni non hanno scontato alcuna pena limitandosi a risarcimenti in sedi civili poi pagati con le assicurazioni personali dei managers e delle aziende.

Nel corso degli anni, arretrando il movimento operaio e le sue conquiste, ridotto il ruolo dei sindacati alla concertazione o a centri caf e patronati, la stessa Magistratura ha finito con l'assumere decisioni che vanno sempre piu' verso le aziende e i loro interessi, non parliamo di parzialità della Giustizia ma di una Giurisprudenza insensibile da anni alle ragioni dei subalterni e dei dominati.

Non pensiamo che il Parlamento voglia cambiare le regole oggi esistenti, chi ha scatenato la crisi di Governo ritiene il jobs act insostituibile al pari di tutti gli altri Parlamentari, siano essi di maggioranza o di opposizione,

La debolezza dei lavoratori e delle lavoratrici, la crisi quarantennale del movimento operaio rendono assai difficile l'approvazione di norme piu' stringenti a tutela della nostra salute e sicurezza per mettere i datori di lavoro davanti alle loro responsabilità. Non è un problema di giustizia , è solo una questione di rapporti di forza, certe sentenze ingiuste non provocano da tempo rabbia e opposizione nel paese e fino a quando la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici non faranno propria la rabbia e lo sdegno per questo stato di cose difficilmente la musica potrà cambiare.

Del resto oggi non sarebbe logico allargare le tutele dello Statuto dei lavoratori del 1970? Logico ma impossibile con partiti nei quali gli interessi aziendali e capitalistici restano dominanti .

La stessa teoria dello sfruttamento non può trasformarsi in una critica del capitalismo fondata su principi universali e astratti di giustizia che nella storia sono stati invocati anche da chi giustificava la schiavitu' o, in tempi recenti, il primato della produzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.

La giustizia non puo' ridursi a etica e morale eludendo gli interessi materiali, fabbriche mortali hanno continuato a produrre morti e inquinamento perchè la loro chiusura veniva giudicata incompatibile con la salvaguardia del modello economico capitalista e coraggiosi giudici e legali hanno impiegato anni prima di portare i responsabili in una aula di Giustizia senza per altro impedire prescrizioni, esclusione dal dibattimento dei reati piu' gravi o perfino assoluzioni.
Una teoria della giustizia si appoggia su assiomi universali che sono oggetto di cambiamenti a seconda dei processi storici e dei rapporti di forza, gli ultimi 50 anni di liberismo hanno anche riscritto il diritto a uso e consumo dei dominanti.Per questa ragione non possiamo invocare l'etica o la giustizia in senso astratto, la sentenza di Viareggio farà storia e solo lo segno e la rabbia, se si trasformeranno in opposizione sociale e politica, potranno restituire dignità e voce ai dannati del lavoro e alle vittime delle stragi .

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