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"L'inconsistenza degli appelli astratti non aiuterà le classi subalterne a migliorare la loro condizione". Intervento di Federico Giusti
"Abbiamo aderito all’appello proposto dall’ANPI “Uniamoci per salvare l’Italia” perché condividiamo da sempre l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione repubblicana del 1948, il rifiuto di ogni forma di razzismo e discriminazione, la lotta contro i nuovi fascismi, le idee che il testo propone come base indispensabile per affrontare la crisi che viviamo".

Inizia cosi' la lettera del segretario Prc Acerbo per giustificare una firma insostenibile perchè l'appello lanciato da Anpi e Arci, da Cgil Cisl Uil è finalizzato ad altri scopi che con la difesa della Costituzione nulla hanno da spartire.

Una forza comunista dovrebbe farsi promotrice non di una difesa formale della Costituzione ma della sua stessa applicazione.
Ma di quale Carta parliamo? Quella del 1948 o dell'attuale dentro la quale ritroviamo il pareggio di bilancio e la sostenibilità finanziaria nel nome dei dettami delle politiche di austerità tanto care al neoliberismo?
E invocare la Costituzione non ha impedito nel recente passato la partecipazione attiva del nostro paese alle Guerre imperiali o a far prevalere il primato dell'impresa e del capitale sugli interessi delle classi subalterne alle quali una forza comunista dovrebbe rivolgersi tutelandone gli interessi

Esiste, come già meglio di noi ha scritto Emiliano Brancaccio, un fascismo finanziario che ha alimentato le disuguaglianze contraendo il potere di acquisto dei salari e delle pensioni e arrestando un duro colpo alla stessa democrazia nel nostro paese, ebbene l'appello sottoscritto anche dal Prc di questo non parla con amnesie tanto pericolose quanto politicamente involutive

La Firma del prc va quindi vista con ben altro occhio, e assai meno benevolo, come cedimento alle logiche di subalternità al Governo Conte e alla difesa di un Esecutivo mai criticato per la gestione dell'emergenza covid, per lo smantellamento della sanità e dell'istruzione pubblica.

Ci sembra evidente che la sottoscrizione dell'appello privilegia la difesa acritica di un Governo per fare fronte alle destre sovraniste ma dimentica che certe politiche sostenute dal centro sinistra sono nell'alveo delle compatibilità con i dettami della austerità e del capitale non certo in quella ottica di democrazia progressiva, di indirizzo a fini sociali dell'economia, di controllo del pubblico

Acerbo scrive che "per ricostruire l’Italia dopo la pandemia bisogna ridare centralità ai principi fondamentali della nostra Costituzione e farla finita con il neoliberismo"

Ebbene crediamo che la strada percorribile sia quella di porre fine alla Legge Fornero, alla Legge Del Rio e al criterio di sostenibilità finanziaria che impedisce l'assunzione di personale in sanità in numeri adeguati alle reali necessità.

L’unità più larga possibile nel riferimento ai valori dell’antifascismo significa attualizzare la nozione stesso di fascismo senza regalare le classi subalterne al sovranismo e alle destre alimentando politiche reazionarie.

Quello che non serve è invece un appello astratto e degno delle peggiori pagine dell'unità nazionale e della concertazione, per questo facciamo appello ai militanti del Prc affinchè si riapra un dibattito reale sulle tematiche dell'antifascismo senza cedere alle lusinghe di carrozzoni filo governativi

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