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"Tassazione e progressività: quello che manca al nostro sistema fiscale", intervento di Federico Giusti
Quando parliamo di tassazione dovremmo partire da un dato ossia dalla riduzione delle aliquote fiscale imposta nei 40 anni di neoliberismo che ha portato i redditi elevati a pagare sempre meno tasse mentre l'imposizione fiscale sui redditi medio bassi rimaneva quasi inalterata.

Altra premessa necessaria è quella dell'evasione fiscale che si è estesa anche in virtu' della riduzione di quel sistema dei controlli che necessita di un sistema funzionante a partire da organismi di controllo adeguati in grado di effettuare verifiche puntuali.

Fin dagli anni settanta tuttavia assistiamo alla esclusione dei redditi alti dal principio della progressività fiscale che poi verrà negli anni ottanta fortemente compromessa con il Governo Craxi per essere pressochè archiviata in anni recenti con l'esecutivo Renzi.

E con la fine della progressività cresce anche il fenomeno dell'evasione fiscale tanto che ne parla perfino la Corte dei Conti nella sua relazione annuale (https://www.corteconti.it/Download?id=56aeafe0-1662-4543-ae72-dbf13dc97fdd)

I redditi da lavoro dipendente e assimilati e quelli da pensione rappresentano oltre l'82 per cento del reddito complessivo dichiarato, è sufficiente questo dato per capire la classe sociale che paga ou' tasse nel nostro paese.

Il 44 per cento dichiara redditi attorno a 15 mila euro, il 79,2 è sotto 29 mila euro annui. In Italia ci sono solo 40 mila persone che dichiarano redditi superiori a 300 mila euro annui. La stragrande maggioranza degli italiani percepiscono salari inferiori a 30 mila euro, decisamente meno della media di altri paesi della Ue.

Il vero problema è rappresentato dalla esclusione dei redditi derivanti da speculazioni finanziarie, dalla parziale e incompleta tassazione dei redditi fondiari, a conferma che il sistema dell'Irpef / in primis il ruolo delle detrazioni possibili/ oggi vigente è inadeguato a raggiungere anche principi generici di progressività ed equità fiscale., prevede troppe scappatoie legali per pagare meno tasse da parte di quanti possiedono titoli in borsa e proprietà fondiari e di immobili.

L'attuale sistema delle agevolazioni\detrazioni finisce con il premiare i redditi alti e questo crea ulteriori disparità davanti al fisco e problemi ancora maggiori in fase di redistribuzione.

La grande evasione fiscale riguardano il lavoro di impresa e quello autonomo, da sempre il tasso di evasione è tra i piu' elevati a livello europeo, altra anomalia del nostro paese.

E' ormai un dato acclarato che non funzioni la riduzione dell'aliquote e al contempo sia bisognoso di essere ripensato l'intero sistema fiscale, si tratta di capire quali siano gli interventi prioritari e in quale direzione muoversi.

Una eventuale riforma dovrebbe partire dalle finalità alla base dell'intero sistema e qui entrano in gioco i rapporti di forza tra le classi e il peso politico delle categorie.

Poi c'è la questione del finanziamento degli Enti locali derivante dall'Irpef da cui dipende anche la tenuta del nostro sistema sanitario. La sostenibilità finanziaria degli Enti locali e l'aziendalizzazione delle Asl ha dettato linee di drastica riduzione della spesa nel nome del sostanziale pareggio tra entrate ed uscite. L'idea che la sanità si regga sui sistemi regionali ha palesato innumerevoli limiti e contraddizioni specie in epoca pandemica con la necessità di avere un sistema sanitario che non preveda forti sperequazioni e diseguaglianze tra territorio e territorio a discapito del diritto alla salute che in zone del paese è seriamente compromesso

Probabilmente agli Enti territoriali dovrebbe andare anche parte dei prelievi derivanti da altri redditi giusto per riportare la spesa di sanità e istruzione a livelli adeguati a erogare servizi di qualità. Altro aspetto dirimente è la tassazione delle case, la esenzione dal pagamento della prima abitazione a prescindere dal reddito rappresenta una situazione ormai insostenibile specie se pensiamo al valore della casa che cambia a seconda della tipologia e del territorio.

Si rende necessaria quindi una Legge Patrimoniale non solo su base eccezionale come accaduto nel dopoguerra, una Patrimoniale sui redditi e sulle ricchezze, sui titoli azionari, una sorta di tassazione unica che metta insieme redditi da lavoro e da capitale.

Leggiamo testualmente dalla relazione della Corte dei Conti

Già nel disegno originario della riforma degli anni Settanta era stato previsto un prelievo patrimoniale ordinario, di tipo reale e ad aliquota ridotta, con un intento di discriminazione qualitativa dei redditi.

L’imposta ordinaria sul patrimonio non fu inserita nella versione definitiva del testo e gli fu preferito un prelievo differenziato sui redditi immobiliari e finanziari.

A distanza di venti anni, a partire dalla crisi finanziaria del 1992, furono introdotte numerose forme di prelievo di tipo reale (sugli immobili, sui conti di deposito titoli e conti correnti e, per un periodo limitato, sul patrimonio netto delle imprese, quest’ultima abolita con l’introduzione dell’Irap); con l’introduzione dell’ISEE, inoltre, la valutazione del patrimonio discrimina l’accesso o il costo della partecipazione alla maggior parte delle prestazioni sociali erogate.

A queste forme vanno poi aggiunti i prelievi indiretti relativi ai trasferimenti di ricchezza, che peraltro hanno visto incrementare progressivamente le soglie di esenzione dei prelievi successori. Ne emerge un quadro estremamente frastagliato in cui il prelievo è generalmente di tipo reale (ma non nell’ISEE dove viene considerato su base personale e familiare), senza alcuna forma di coordinamento e con forti iniquità relative alla base imponibile (in particolare con riferimento al mancato aggiornamento omogeneo dei valori catastali).

La stessa riforma del welfare ha connessioni strette con il sistema fiscale che andremo a costruire, se vogliamo rafforzare lo stato sociale occorre avere un sistema di tassazione equo e progressivo per investire i soldi non a sostegno delle imprese. Sta qui il problema da affrontare fin dalle prossime settimane

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