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Roma verso le elezioni, la Raggi vuole fare case popolari nello stabile di Casapound
La sindaca di Roma ribadisce la necessità di sgomberare l'immobile occupato da 18 anni in via Napoleone III, nel centro di Roma, e annuncia la volontà di adibirlo ad edilizia residenziale pubblica: "L'idea è di prendere in carico lo stabile e trasformarlo in un edificio di case popolari - spiega -. Stiamo seguendo tutto con la Prefettura per poter arrivare nel più breve tempo alla fine di questa triste vicenda".
"Nè il Demanio, né il Miur sono interessati a questo stabile, mentre noi lo siamo molto. L'idea è prenderlo in carico e trasformarlo in un edificio di case popolari", ha detto Raggi. Un precedente capitolo della battaglia della sindaca grillina è datato 25 luglio 2019: Virginia Raggi andò personalmente a notificare ai 'fascisti del terzo millennio' la richiesta di rimuovere la scritta "CasaPound" in marmo dalla facciata dello stabile. "Una scritta abusiva: o la tolgono o lo faremo noi in maniera coatta", le sue parole. Il Campidoglio aveva dato dieci giorni di tempo ai militanti che poi, per non vivere l'affronto dei tecnici del Comune, l'avevano rimossa in autonomia, esponendo temporaneamente uno striscione provocatorio: "Questo è il problema di Roma".

A giugno scorso, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma su odio razziale e occupazione abusiva di immobile, fu emessa un'ordinanza di sequestro preventivo del palazzo. Una struttura di 6 piani nel cuore del quartiere Esquilino che, essendo passato nella disponibilità del tribunale capitolino, è "sgomberabile". Anche se la parola finale spetterà al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che dovrà coordinarsi con la Procura. "In questo momento qui vivono come sempre una sessantina di persone, anziani, bambini disabili: lo assegnino a loro, sono disposti a pagare l'affitto. Noi l'occupazione la manteniamo", sottolineava CasaPound dopo la notifica del sequestro. Ma Raggi ha già le idee chiare pensa a realizzarci delle case popolari: "L'immobile di via Napoleone III non è del Comune ma del Demanio, che decine di anni fa lo aveva concesso al Miur. Pare che questa concessione sia terminata già nel 2003 - ricorda -. Da allora l'immobile è occupato da persone che peraltro sono aderenti a questo gruppo di CasaPound. Si deve procedere allo sgombero"
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