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Roma, da piazza della Repubblica è No Monti Day. La diretta di Controlacrisi
Piazza della Repubblica è No Monti Day. Ed è questa la migliore risposta al silenzio dei media, tra questi la Repubblica e corriere.it, che invece di parlare di questa giornata di protesta nazionale questa mattina non ne hanno dato la benché minima notizia.
Controlacrisi dà il via alla diretta dalla piazza di Roma dalle 14, 30 per tutta la durata della manifestazione.

Sta iniziando dunque l’attesissima giornata messa in piedi da organizzazioni sindacali e sociali, ma anche da forze politiche e movimenti civili. Tutti in piazza con lo stesso obiettivo: protestare e contrastare le politiche di austerità del governo Monti che stanno minacciando la vita degli italiani.
Il grido è unico e chiaro: NO a Monti e alla sua politica economica che genera precarietà finanziamenti, disoccupazione e povertà, no alle controriforme liberiste. NO all’ Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità e del rigore che hanno distrutto prima la Grecia. NO all’attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione dei movimenti e contro il dissenso. NO allo stato di polizia contro i migranti.

Dietro il silenzio vergognoso e il disinteresse verso l'opinione pubblica della stampa nazionale Paolo Ferrero, Segretario di Rifondazione comunista in un’intervista: “Che finalmente gli italiani possano vedere una manifestazione contro il governo e le politiche di austerità – ha dichiarato – non solo dai telegiornali, guardando le manifestazioni spagnole, portoghese, greche o francesi. Ma – aggiunge – che si veda che una parte d’Italia comincia a mettersi in movimento. E io confido che questa sia solo la prima manifestazione di una lunga serie”.

Sono già migliaia le persone che affollano piazza della Repubblica: bandiere rosse, USB e di Rifondazione. Confermano l'apertura del corteo i malati di SLA del Comitato del 14 novembre, che denunciano il silenzio assordante del governo alla luce dello sciopero della fame che hanno messo in atto da diversi giorni più di 50 di disabili.
''E' un'immagine molto chiara che parla da sé quella della piazza di oggi - dichiara una ragazza - gli amministratori non sono altro che dei burattini al servizio della piovra. Quello che chiediamo è di non pagare più il debito. Le persone valgono più delle banche - aggiunge - e noi non possiamo fare le spese di una finanza spudorata''.
Le strade di accesso alla piazza della Repubblica sono già chiuse al traffico per fare posto ai manifestanti.

A Riva del Garda si è concluso.

ore 13,52 Arrivano organizzati in piccoli gruppi: sono gli studenti che daranno vita a parte del corteo. Alle 12.30 si danno appuntamento davanti all'università "La Sapienza". Si tratta di centinaia di ragazzi che raggiungeranno piazza della Repubblica. Con loro sfileranno i No Tav, i centri sociali, i precari e i movimenti di lotta per la casa. In piazzale Aldo Moro devono arrivare da Napoli anche due pullman. Musica reggae e ai lati della piazza presenti anche i book block. I loro slogan: "Piazze invase contro la troika. E' l'Europa che ce lo chiede". Numerosi i cartelli che fanno riferimento ai libri, ma soprattutto ai "diritti negati".

ore 14,30 Sta attraversando via Castro Pretorio il corteo degli studenti. Tra i vari cartelli ne risalta uno con un bastone ed una carota incrociati un punto interrogativo e la scritta "No grazie": è un chiaro riferimento alle affermazioni di Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Subito sotto non manca il Ministro Elsa Fornero altro "bersaglio" degli studenti con la scritta "Proud to be choosy. Io non mi accontento".

ore 14,40 Paolo Ferrero e Fausto Bertinotti in piazza in testa al corteo: salutano i Malati di SLA in sciopero della fame.

ore 14,45 L'agenzia per la mobilità informa: sono già scattate le deviazioni del trasporto pubblico locale nella zona piazza della Repubblica, via Nazionale e zona Università. Il servizio è rallentato nelle zone Termini-Nomentana.

ore 14,59 In piazza non mancano i lavoratori dell'Ilva. Tra le mani impugnano un grande striscione: "Noi vogliamo morire di salute".

ore 15,04 "Con l'Europa che si ribella. Cacciamo il Governo Monti". E' questo lo striscione d'apertura del corteo. In prima fila, dietro lo striscione, i promotori della manifestazione, Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas; Emidia Papi, dell'Usb; Giorgio Cremaschi del Comitato No Debito; Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori. Subito dopo un gruppo di Vigili del Fuoco e una delegazione dei lavoratori di Taranto. "Via Monti subito. No fiscal compact".
Uno striscione del partito di Rifondazione Comunista, "Via il Governo di banche e Confindustria, per un governo dei lavoratori". Ma anche: "Contro i ladri di futuro. Contro i ladri di democrazia", slogan dell'Usb.
"Monti se ne deve andare perché ha fallito totalmente - ha affermato Bernocchi - ha tagliato i salari, i redditi, i servizi sociali e pubblici. La crisi è peggiorata siamo entrati in una spirale greca di tagli e aggravamento della crisi, che non è stata fatta pagare a chi l'ha provocata. I Cobas - ha proseguito - accolgono la proposta dei greci e hanno deciso di indire lo sciopero generale il 14 novembre per una mobilitazione europea che coinvolgera' anche Spagna e Portogallo".

ore 15,15 Il "No Monti day" in corso a Roma è una manifestazione benedetta, che da sola non colma un vuoto ma costituisce un annuncio di quello che può accadere - dichiara Fausto Bertinotti - Questa manifestazione è necessaria perché un mare di gente sta male, la povertà cresce, le ingiustizie si dilatano, la coesione sociale è in crisi e la politica del governo è impopolare - ha aggiunto l'ex leader di Rifondazione Comunista - c'è bisogno di uno sciopero generale europeo ed il fatto che si vada in questa direzione è incoraggiate". Bertinotti parla chiaro: "Il governo Monti non è una parentesi che si apre e si chiude - spiega - stiamo vivendo una fase di regime post democratico e la sinistra tradizionale non c'è. L'esecutivo attua una politica recessiva, senza autonomia, sotto l'usbergo della Bce e della Troica". Secondo Bertinotti occorre ricostruire in Italia la sinistra.

ore 15,21 Il corteo degli studenti è arrivato a piazza dei Cinquecento . Quando i sindacati e lo spezzone dei precari raggiungeranno il piazzale della stazione lo spezzone sociale di studenti, precari, centri sociali e comitati in lotta per la casa si accoderanno per arrivare tutti insieme piazza San Giovanni.

ore 15,39 Il corteo di circa 500 studenti si è inseriti in mezzo al corteo, davanti alla delegazione di Rifondazione Comunista.

ore 15,43 La manifestazione è più affollata del previsto. La testa del corteo è entrata qualche minuto fa in via Merulana. Si attende ancora la confluenza del corteo degli
studenti in piazza della Repubblica. Dalla piazza ancora molto affollata moltissime persone devono ancora partire per la manifestazione.

ore 15,50 "Siamo almeno 20.000!". Così si afferma dalla manifestazione. No Monti Day

ore 15,51 Tra i cartelli dei professori: “Io sono choosy verso il concorso a cattedre!”

ore 15,58 Lanciate due bombe carta e vernice contro sede di Unipol di via Cavour.

ore 16,10 ''Secondo una prima stima siamo 150.000 in piazza''. La testa del corteo e' in via Merulana, la coda si trova ancora in piazza della Repubblica.

ore 16,17 In via Merulana e dintorni negozi chiusi e saracinesche abbassate. I commercianti della zona, a quanto pare, hanno scelto così perché impauriti dal terrorismo mediatico e dalle voci di una possibile “guerriglia urbana” dei black bloc. ''Meglio non rischiare - ha commentato un pizzaiolo mentre chiudeva il suo locale - i black bloc sono pericolosi e non vorrei ritrovarmi la pizzeria distrutta''.
''Oggi ho lavorato solo mezza giornata - ha spiegato il proprietario dello storico panificio Panella in via Merulana - non sono il solo ad aver preso questa decisione, siamo in tanti, quasi tutti. L'anno scorso diversi negozi sono stati danneggiati, dal fioraio alla profumeria più avanti. Hanno avuto vetri rotti e saracinesche spaccate'

ore 16,24 ''Il punto della crisi è che la ricchezza è mal distribuita e la finanza in questo fa la parte del leone - dichiara Paolo Ferrero, il Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista. ''Dobbiamo smettere di finanziare le banche e non sottostare ai diktat europei - ha aggiunto - siamo in piazza oggi contro la politica di Monti e la sua maggioranza. Bisogna costruire uno schieramento alternativo nel centrosinistra per cambiare questa politica''

ore 16,28 "Banca rotta piovono sfratti". Questo è la la scritta che lasciata dai manifestanti sulla vetrina della Banca Monte dei Paschi di Siena in via Merulana. In questo momento lo spezzone del corteo, costituito dagli studenti e dai centri sociali, sta attraversando via Merulana per raggiungere piazza San Giovanni.

ore 16,35
Lancio di uova contro le sedi delle banche. Tensione. Diverse le scritte sui muri e vetrine: “No allo spread” e “Casa e reddito”. La testa del corteo in piazza San Giovanni. “La coda” ancora nella zona di via Merulana, all'altezza del teatro Brancaccio.

ore 16,46 "A Roma sono scese in piazza 150 mila persone: un corteo enorme". A dichiararlo sul palco di San Giovanni è Giorgio Cremaschi, esponente della rete 28 Aprile e del comitato No debito. "La testa del corteo è arrivata a San Giovanni e la coda è ancora in via Cavour - ha affermato Cremaschi – la partecipazione è superiore alle nostre aspettative, anche se i segnali li avevamo. Finalmente il popolo italiano si risveglia, torna in Europa assieme al popolo greco, spagnolo, francese".

ore 16,55 Qualcuno ha dato fuoco a 3 cassonetti di rifiuti in via dello Statuto. I negozianti della hanno iniziato a spegnere il fuoco con i loro estintori, fino all'arrivo di una squadra dei vigili del fuoco. Via dello Statuto è limitrofa al percorso del corteo, non è inserita nel percorso.

ore 17,00 “corteo selvaggio”, così proseguono gli studenti e i centri sociali che una volta giunti a piazza San Giovanni hanno deviato prendendo via Carlo Felice, percorso non previsto dalla manifestazione.

ore 17, 05 Paolo Ferrero, durante il corteo, interpellato sulle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi commenta: "Se esce dalla politica fa bene, sarà sempre troppo tardi. Del resto – aggiunge - gli hanno fornito un'uscita splendida, come quella di Al Capone. Se invece rimane pazienza, ce ne faremo una ragione. Qua il problema non è più nemmeno Berlusconi, sono queste politiche neoliberiste che ha fatto sia Berlusconi che Monti: questo è il vero problema da sconfiggere".

ore 17, 15 Diretto verso la città universitaria il corteo degli studenti. Nella zona di via Carlo Felice, le forze dell'ordine hanno evitato contatti con i giovani che sono riusciti a proseguire verso San Lorenzo e piazzale Aldo Moro. Gran parte dei partecipanti alla protesta si è fermata a San Giovanni. Poco più di un migliaio è andato avanti.

ore 17, 20 Al passaggio del “corteo selvaggio” diversi ragazzi incappucciati e vestiti di nero hanno rovesciato dei cassonetti contenenti vetro, portando via delle bottiglie.
Dopo aver attraversato gli archi di Porta Maggiore si sono cambiati di abito e hanno impugnato una specie di bastoni.

ore 17,30 Il corteo degli studenti ha da poco invaso la tangenziale est. E' passato dalla rampa su via dello calo di San Lorenzo. Centinaia di persone sono entrate in direzione della stazione Tiburtina. Fumogeni e petardi adesso non fanno che scandire le urla e le proteste.

ore 17,35 Il corteo di studenti e centri sociali dopo aver occupato la tangenziale est, ha imboccato la rampa di ingresso della A24. In questo modo ha bloccato l'accesso del tratto urbano dell'autostrada.
 
ore 17,40  "Nonostante le fosche previsioni, sia metereologiche che di quanti preannunciavano, o forse
auspicavano degli scontri feroci, 150.000 persone reali, in carne ed ossa, hanno espresso oggi a Roma il loro forte dissenso alle politiche antipopolari, freddamente elaborate nelle stanze di palazzo Chigi e della BCE". Questa è la dichiarazione di Fabrizio Tomaselli, dell'esecutivo nazionale USB.
"USB ha contribuito in modo decisivo a questa bellissima piazza - sottolinea Tomaselli - con la presenza di migliaia e migliaia di lavoratori, provenienti da tutta Italia, dall'Ilva di Taranto ai Vigili del Fuoco, dai lavoratori del commercio e della Fiat, agli esodati, ai precari della scuola, agli operatori della sanità e dei servizi pubblici. Riteniamo che questa giornata sia una tappa importante da cui ripartire con forza per rimettere in moto quelconflitto sociale e sindacale necessario a fare da argine alle politiche del Governo e riconquistare quanto è stato rubato ai lavoratori".

ore 18,00 Gli studenti hanno deciso di invertire il senso di marcia per tornare verso San Lorenzo. In questo modo bloccano l'altro senso di marcia dell'arteria romana.
Un loro striscione: "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città"

ore 18,15 Pochi gli incappucciati che si sono presentati al No Monti Day e giusto il tempo di lanciare uova e vernice colorata contro le vetrine delle banche, dare fuoco a un cassonetto, seppur fosse lontano dal percorso del corteo.
Per 
evitare che fossero incendiati o utilizzati per allestire barricate, le forze dell'ordine hanno fatto rimuovere tutti i cassonetti della spazzatura.

ore 18,40 All'uscita della tangenziale est di San Giovanni scontri tra studenti e polizia. Subito dopo gli studenti hanno scelto di allontanarsi, in direzione di piazza di Santa Croce in Gerusalemme.

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