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Ikea di Piacenza, la lotta dei facchini contro le discriminazioni e i ricatti

Protesta dura di un'ottantina di facchini alla Ikea di Piacenza. Ieri mattina hanno bloccato l'ingresso del polo logistico dell'azienda svedese che serve il Nord Italia contro il trattamento di orario, quello salariale, le discriminazioni in base alla tessera sindacale e il clima di repressione. Per diverse ore non sono potuti entrare né pedoni né i camion per carico/scarico. La situazione è degenerata a metà mattina, quando alcuni operai hanno tentato di introdursi nel magazzino e sono stati fermati dai manifestanti. La protesta all'Ikea "Le Mose", che dura già da diverse settimane, è portata avanti dal Si.Cobas che chiede semplicemente il rispetto del contratto e degli accordi locali presi con le cooperative che forniscono il personale. A fianco a loro anche alcuni esponenti di Rifondazione comunista.

Nonostante che l'Ikea abbia smentito un suo coinvolgimento, il Si.Cobas denuncia che nei giorni scorsi sono circolate delle liste di proscrizione compilate da alcuni responsabili del marchio svedese e dal consorzio delle coop di facchinaggio.

Il Si.Cobas denuncia forti discriminazioni, fino al licenziamento, verso lavoratori iscritti al sindacato di base. La piattaforma ruota attorno ad una più equa distribuzione del lavoro in modo da non dover registrare buste paga che non superano le 400/500 ore.

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