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Prezzo della Crisi del 03-04-2010: 'Pasqua di morte per chi lavora'


Grave incidente alla centrale a carbone di Civitavecchia. La rottura di una tubazione provoca la morte di un operaio e il ferimento di tre. Intanto anche a Rovereto si muore di lavoro. Schiacciato da un camion un giovane meccanico marocchino

di Vittorio Bonanni
E’ la vigilia di Pasqua ma la morte, come si sa, non va mai in vacanza né si concede una tregua in occasione delle festività religiose. Anche oggi, 3 aprile, siamo costretti a fare la lista di chi appunto domani non si siederà a tavola con i propri cari e non
perché fosse gravemente ammalato o impegnato in una delle tante guerre sparse per il mondo. No, semplicemente perché stava facendo quello che fanno in tanti e in tante, cioè lavorare. L’episodio più eclatante riguarda l’impianto a carbone Enel di Torrevaldaliga Nord, presso Civitavecchia. Lì un operaio, Sergio Capitani, 34 anni, originario di Tarquinia, è morto e altri tre sono rimasti feriti in maniera meno grave. L’incidente si è verificato questa mattina alla centrale dell’impianto, dove, a causa della rottura di una tubazione, era stata segnalata una perdita di ammoniaca. Sul posto sono arrivati
i vigili del fuoco del comando provinciale di Roma e un’eliambulanza che ha trasportato il ferito più grave in ospedale dove però è giunto privo di vita. Enel riferisce che i feriti sono stati subito soccorsi dagli operatori del presidio medico presente nell’impianto e che l’operaio deceduto era dipendente di una ditta appaltatrice esterna, la Guerrucci, quasi a voler limitare la propria grave responsabilità.
«L’area dove è accaduto l’incidente è stata appena sequestrata - ha detto Elsa Bertero, segretaria della Fiom Cgil - quanto alle dinamiche sono ancora in corso delle verifiche». Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i cinque operai coinvolti stavano lavorando a circa quindici metri di altezza ad una condotta a pressione contenente acqua e ammoniaca. La forte pressione avrebbe spaccato il tubo per il raffredamento dell’impianto che si è
abbattuto sopra lo sfortunato lavoratore morto praticamente sul colpo. Non è la prima volta che episodi così drammatici accadono all’interno di quella struttura: già il 17 ottobre 2007 e poi il 28 giugno 2008 erano morti Michele Cozzolino e lo slovacco Ivan Ciffory.
Stessa sorte è toccata ieri altrove ad un meccanico marocchino di 24 anni, che ha perso la vita schiacciato da un camion sotto il quale lavorava in una officina della zona industriale di Rovereto. Il mezzo si trovata su di un ponte sollevatore che all’improvviso ha ceduto e per il giovane non c’è stato scampo: ha riportato lesioni mortali.
Sul posto sono subito intervenuti gli uomini di Trentino emergenza ed anche l’elicottero, ma ogni soccorso è vano. E’ stata aperta una doppia inchiesta da parte della magistratura e dell’ispettorato del lavoro. Il giovane era residente a Rovereto dal 1999.
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