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Prezzo della Crisi del 03-01-2011: 'Lavoro volontario, ancora una proroga sulla sicurezza'
Slittano fino al 31 marzo 2011 (con possibile ulteriore proroga al 31 dicembre) le scadenze riguardanti l’adeguamento degli operatori del volontariato e delle cooperative sociali in materia di sicurezza sul lavoro

di Vittorio Bonanni
Il governo da un lato fa una ipocrita campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza nei posti di lavoro, indirizzata unicamente ai lavoratori e non alle imprese. E dall’altro non fa niente, sul fronte legale, per fare in modo che questa sicurezza aumenti. Anzi. Lo dimostra quanto successo con il Decreto Legge 29 dicembre 2010, n. 225, meglio noto come “Decreto Milleproroghe”, che ha dilatato fino al 31 marzo 2011 le scadenze riguardanti l’adeguamento degli operatori nel volontariato e nelle cooperative sociali alle normative in materia di sicurezza sul lavoro previste del D.lgs 81/08 “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”.

A suo tempo l’81/08 ha regolarizzato lo status dei volontari italiani suddividendoli in due categorie definite a seconda che essi prestassero servizio in strutture nazionali come Croce Rossa, Vigili Del Fuoco, Soccorso Alpino, o che operassero invece nel servizio civile o in associazioni di volontariato spontaneo. Prevedendo in origine per entrambi, l’adeguamento a tutte le norme di sicurezza previste dal decreto entro il 31 dicembre 2010.

Le norme sospese ormai da due anni e che restano in attesa di essere applicate in pieno comprendevano l’analisi dei rischi, l’adozione di misure di prevenzione, l’obbligo di tutelare la salute degli operatori utilizzando attrezzature e abbigliamento idonei alla salvaguardia della incolumità, la responsabilità da parte di capi servizio, presidenti di associazione, di monitorare le prassi e assicurarsi che il proprio personale segua quanto previsto dalla legge.

Ora questa nuova scadenza fissata dal Governo con il noto provvedimento di fine anno, è il 31 marzo 2011. Altri tre mesi, per permettere ai soggetti in questione di adeguarsi ed essere in regola.

I riferimenti all’interno del Decreto Milleproroghe sono elecanti nel capitolo “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie”, e nel rispettivo Art. 1 chiamato “Proroghe non onerose di termini in scadenza”. Questo nuovo rinvio rischia di costituire una nuova violazione, insieme ad altre già accumulate, della direttiva europea 89/391/cee sulla sicurezza sul lavoro.

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