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Crollo in Bangladesh, Abiti Puliti: "Benetton coinvolta, ci sono le prove"
L'agenzia AP Photo pubblica alcune fotografie di abiti con etichette Benetton sotto le macerie del Rana Plaza, il palazzo crollato il 24 aprile in Bangladesh: l'azienda smentisce ogni coinvolgimento.

L’accusa la lancia apertamente la Campagna Abiti Puliti (Clean Clothes Campaign) un’associazione internazionale in difesa dei diritti fondamentali dei lavoratori di tutto il mondo. La campagna fa sapere che etichette del marchio italiano sono state ritrovate e fotografate tra le macerie del Rana Plaza. "L’azienda, che in un primo momento ha smentito di rifornirsi presso le fabbriche crollate, è chiamata ora a chiarire il suo coinvolgimento nella tragedia". Le richieste: assumere la responsabilità e contribuire al fondo di risarcimento per le famiglie delle vittime.

L’azienda di abbigliamento e moda italiana ha immediatamente smentito le accuse: "Riguardo alle tragiche notizie che provengono dal Bangladesh, Benetton Group si trova costretta a precisare che, contrariamente a quanto indicato in alcuni lanci di agenzie di stampa italiane e internazionali e siti web, i laboratori coinvolti nel crollo del palazzo di Dacca non collaborano in alcun modo con i marchi del gruppo Benetton".
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