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Bangladesh, dopo la tragedia le multinazionali iniziano a parlare di sicurezza sul lavoro
Le grandi multinazionali come H&M, Tesco e Zara, che affidano parte della loro produzione a fabbriche in Bangladesh, si sono dette disponibili alla firma di un accordo sull'aumento della sicurezza del lavoro nel Paese asiatico, della durata di cinque anni.

L'annuncio giunge da IndustriAll, uno dei due gruppi sindacali che hanno lavorato all'accordo, nel giorno in cui terminano ufficialmente le operazioni di soccorso per il crollo del Rana Palace, alla periferia di Dacca. Il palazzo, che ospitava cinque fabbriche tessili, si è sbriciolato il 24 aprile provocando la morte di almeno 1.127 persone, per la maggior parte operai, e il ferimento di altre 2.438.

L'accordo sulla sicurezza prevede il rispetto di norme antincendio, l'accesso dei sindacati alle fabbriche, la formazione di comitati di operai per la sicurezza, consentirà agli operai di rifiutare lavori che mettono a rischio la propria incolumità e obbligherà le aziende a pagare di tasca propria i lavori di ristrutturazione edilizia delle fabbriche. Secondo IndustrialALL, saranno i sindacati locali e alcuni ispettori indipendenti a controllare che le aziende adempiano agli obblighi.

Al momento hanno aderito soprattutto società con base in Europa : la olandese C&A, la tedesca Tchibo, l'irlandese Primark, la catena di supermercati britannici Tesco, Hennes&Mauritz e Inditex, proprietario di Zara. Mentre da oltreoceano per ora c'è solo l'adesione del gruppo PVh (proprietario di Calvin Klein e Tommy Hilfinger),

Per il resto dagli Usa arrivano soprattutto perplessità . Ne ha espresse anche il più grande produttore tessile del mondo, Wal-Mart, che in loco ha già chiuso i battenti di una fabbrica. Li & Fung Ltd, fornitore di Hong Kong delle aziende Usa ha fatto sapere di “continuare a guardare all'accordo europeo” ma senza sbilanciarsi troppo.

Aderisce invece all'accordo 'Fire and Building Safety' il gruppo italiano Benetton . “Si tratta - ha spiegato Biagio Chiarolanza, amministratore delegato e responsabile dell'area produzione – di un'iniziativa che va a rafforzare le misure già in essere attraverso le quali sottoponiamo i nostri fornitori a rigide misure di controllo. Il nostro auspicio è che l'accordo possa coinvolgere, sull'esempio dei primi firmatari, il maggior numero di aziende del settore, nella consapevolezza che è attraverso l'impegno di tutti che si potrà determinare un significativo e duraturo miglioramento del settore tessile in Bangladesh”.

I promotori dell'accordo hanno fissato la scadenza del 15 maggio a mezzanotte per i firmatari. 
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