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Bangladesh, domani terminano le ricerche delle vittime del Rana Plaza. Chiuse 300 aziende tessili
Si concluderanno domani le ricerche in Bangladesh delle vittime del crollo del Rana Plaza, l'edificio di otto piani alla periferia di Dacca crollato il 24 aprile scorso e costato la vita, secondo l'ultimo bilancio, a 1127 persone. Intanto dopo giorni di protesta dei lavoratori almeno 300 delle fabbriche tessili di Ashulia hanno annunciato che chiuderanno i battenti a tempo indeterminato a partire da domani. "Tutte le fabbriche dell'area industriale di Ashulia - ha annunciato Shahidullah Azim presidente dell'associazione degli imprenditori del settore - chiuderanno a tempo indeterminato per via di una protesta dei lavoratori. Abbiamo preso questa decisione per questioni di sicurezza".

Gli incidenti nel settore tessile si sono susseguiti negli ultimi mesi, a novembre scorso un incendio ha ucciso 112 persone focalizzando l'attenzione sulla sicurezza di questi impianti. Una situazione che pesa da tempo sui lavoratori che hanno iniziato a protestare appoggiati da gruppi internazionali difensori dei diritti umani. Oggi il governo del Bangladesh ha approvato un disegno di legge che apre la strada alla formazione di gruppi sindacali anche senza il consenso della proprieta'. E ieri il governo aveva dato il via libera a una commissione che lavorera' per decidere aumenti salariali ai dipendenti. L'industria tessile rappresenta nel Paese l'80% delle esportazioni. Una percentuale record aiutata anche dal bassissimo prezzo della manodopera, la peggio pagata al mondo dopo quella cinese. L'area di Ashulia raggruppa il maggior numero degli stabilmenti tessili del paese con circa 500 fabbriche che vengono utilizzate da molti brand occidentali come Walmart, H&M, Tesco, Inditex e Carrefour

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