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Cina: 119 lavoratori morti in un incendio. Si confermano le gravi negligenze pubbliche e private sulla salute e sicurezza nel lavoro
119 operai sono morti, 60 sono rimasti feriti e molti ancora sono dispersi a causa di un incendio in un'azienda per l'allevamento dei polli, la Jilin Baoyuan Poultry Company, a Dehui nella provincia nord-orientale cinese di Jilin, a circa 850 chilometri a nord-est di Pechino.

Il rogo è stato preceduto da tre esplosioni e si è poi sviluppato nell'impianto, che conta 1.200 dipendenti, intorno alle 6 ora locale (mezzanotte in Italia) del 3 giugno, al momento del cambio di turno, quando sul posto c'erano circa 350 persone, divise in due catene di produzione.

Subito dopo lo scoppio, si è diffuso il panico anche perché é mancata la corrente elettrica e le fiamme si sono propagate rapidamente. Un centinaio di persone sono riuscite a scappare, ma il cancello di ingresso era chiuso a chiave. Le fiamme hanno avvolto l'impianto intrappolando i lavoratori all'interno e dopo oltre sei ore non erano state ancora domate.

Sul posto le autorità hanno inviato oltre 500 pompieri e 270 tra medici e personale parasanitario. La complicata struttura interna dell'edificio prefabbricato e le uscite strette hanno reso ancora più difficile i soccorsi.

Alcuni operai sono stati ricoverati in ospedale, sia perché intossicati dal denso fumo nero che si è sprigionato e che si vedeva ad occhio nudo da molta distanza, sia perché rimasti feriti nella precipitosa fuga verso l'esterno. Nella zona dove sorge l'impianto sono state evacuate per precauzione 3.000 persone.

I parenti delle vittime si sono radunati davanti all'impianto per "chiedere al governo di indagare e di annunciare il più presto possibile la causa dell'incidente", ha scritto l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, secondo cui l'incendio è stato scatenato da una fuga di ammoniaca allo stato gassoso.

Oltre ad indagare sulle cause dell'incendio, le autorità stanno anche monitorando l'impatto ambientale.

Nata nel 2009, l'azienda processa circa 67.000 tonnellate di prodotti di pollo l'anno.

Nel 1993, dopo che 80 lavoratrici morirono in seguito ad un incendio in una fabbrica di giocattoli a Shenzen, la Cina riformò il codice del lavoro. Oggi, le normative esistenti non vengono applicate. La Cina, così come molti altri paesi asiatici, ha un basso livello di sicurezza nei luoghi di lavoro e contro gli incendi.

Le norme di sicurezza sul lavoro vengono spesso disattese e di frequente le uscite di sicurezza nelle aziende vengono chiuse o bloccate.

Scarse sono le ispezioni sul lavoro, per l’esiguo numero di ispettori e per i diffusi casi di corruzione.

Geoff Crothall, direttore della comunicazione del China Labour Bulletin, organizzazione non governativa sui diritti del lavoro, basata ad Hong Kong, ha commentato: "la sicurezza sul lavoro ancora è tutt'altro che una priorità, viene dopo il profitto e la produttività. Non vedo né le aziende né le autorità governative prendere questo tema nella dovuta considerazione”.

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