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Eternit: Guariniello, quante altre stragi dimenticate?
“Sono entusiasta per questa sentenza ma nello stesso tempo mi arrabbio pensando a quante tragedie sul lavoro, con o senza l'amianto di mezzo, sono state dimenticate dalla giustizia”. All'indomani della storica sentenza di appello nel processo Eternit, il pm Raffaele Guariniello interviene con un'intervista rilasciata alla Stampa. I 18 anni di carcere per Stephan Schmidheiny sono “ una pena inaudita - spiega Guariniello. - Merito di questo processo è di averla resa ragionevole”.

“Diciamo che è consuetudine che nelle corti d'appello si riducano le pene. Qui è stato aumentata per l'elevata capacità di delinquere di Schmidheiny , la sua consapevolezza della pericolosità dell'amianto, per la stessa strategia di disinformazione messa in atto con le fabbriche aperte e proseguita dopo”.

Soddisfazione ma anche rabbia: “A Torino - afferma il pm – e in altre città si fanno i processi sulla salute di lavoratori e cittadini mentre altrove non si sa nemmeno cosa sono questi processi . Non c'è la cultura, non c'è la specializzazione dei magistrati”. Non c'è stata solo l'Eternit a fare danni così gravi: “in giro per l'Italia si costituiscono associazioni di familiari delle vittime che non riescono ad avere giustizia. L'ultimo caso di cui sono stato messo al corrente è quello di uno stabilimento campano, fra Salerno e Avellino, dove si smontavano vagoni ferroviari pieni di amianto. Cominciano ad esservi numerosi decessi fra i lavoratori di quello stabilimento e nessuno apre un'indagine”.

Intervistato anche da Repubblica il magistrato di Torino sottolinea che la sentenza Eternit è un modello per gli altri disastri ambientali . “L'Italia oggi può essere soddisfatta della sua giustizia. Siamo riusciti a fare un processo che in nessun altro Paese al mondo sinora si è mai potuto fare”.
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