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Dopo crollo palazzo, in Bangladesh nuova legge sul lavoro. Hrw: legge-truffa
Dopo la tragedia del crollo del Rana Plaza del 24 aprile, costato la vita a oltre 1.100 operai tessili, il Bangladesh ha approvato una nuova legge sul lavoro, ma per Human Rights Watch (Hrw) «non è ancora sufficiente» per difendere i diritti dei lavoratori. Il parlamento è stato costretto a fare qualcosa perché sotto pressione della comunità internazionale e dei Paesi importatori dopo il crollo di un palazzo alla periferia di Dacca. Tra le novità introdotte c'è il diritto a creare un sindacato anche senza il permesso dell'azienda, la costituzione di un fondo di previdenza e la liquidazione di fine lavoro. Si proverebbe così, almeno in parte, a ridurre lo sfruttamento dei circa 4 milioni di operai, soprattutto donne, che producono in maggior parte per le catene mondiali della moda e che hanno salari minimi di 38 dollari mensili, i più bassi al mondo. «Il Bangladesh ha disperatamente bisogno di spostare l'attenzione dal disastro del Rana Plaza e sta mostrando che si prende cura dei diritti dei lavoratori», ha detto Phil Robertson, vicedirettore per l'Asia di Hrw, in un comunicato. «Questa - ha aggiunto Robertson - sarebbe una buona notizia se la nuova legge adottasse completamente gli standard internazionali. Ma la triste realtà è che il governo ha invece espressamente limitato alcuni loro diritti esponendoli a continui rischi e sfruttamento da parte delle imprese». Insomma, pare proprio che qualcuno faccia il furbo sulla pelle dei lavoratori, una storia senza confini.
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