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CROLLA UN ALTRO PALCO, UN MORTO E DUE FERITI. JOVANOTTI: SERVONO I CONTROLLI

“Siamo venuti giù di botto, io sono finito per terra in un secondo, e non ho ancora capito perché”. E’ il racconto di Luca D. B., uno dei due tecnici feriti nel tragico incidente al Calapalafiore di Reggio Calabria dove ha perso la vita Matteo Armellini, 32 anni. I tre, questa notte, stavano finendo di allestire il palco dove questa sera avrebbe dovuto esibirsi Laura Pausini quando la struttura è crollata investendoli in pieno. Armellini, dipendente di una coop, si trovava  in alto sulla struttura a circa quindici metri di altezza.

Per Lorenzo Cherubini, in arte Jovannotti, che pochi mesi fa ha dovuto assistere a una tragedia simile poco prima di un suo concerto, “è necessaria una discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare il livello di sicurezza per noi addetti ai lavori e per il pubblico”. A Trieste un giovane operaio morì nei preparativi per un concerto di Jovanotti, che oggi si dice “vicino alla famiglia di Matteo”, esprimendo “molto dolore per quello che è accaduto di nuovo stanotte”. E proprio sull’attività degli organismi di controllo mette l’accento la Cgil, per bocca del segretario confederale Vincenzo Scudiere. Dal primo marzo ad oggi, ricorda il sindacalista, "sono cinque i morti sul lavoro, da Gorizia a Roma per arrivare a Reggio Calabria. Ciò dimostra che è sbagiato “semplificare” fino ad annullare i controlli per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come prevede il decreto legge semplificazioni. “C'e' bisogno di applicare le norme e intensificare i controlli e i ministri competenti farebbero bene ad incontrare i sindacati che porti ad un rafforzamento delle norme per la prevenzione", conclude Scudiere. Risale a soli tre mesi fa una tragedia analoga a quella successa al Palacalafiore di Reggio. Era il 12 dicembre scorso quando un operaio di 20 anni, Francesco Pinna, perdeva la vita nel crollo di un'impalcatura del Palatrieste mentre fervevano i preparativi per l'esibizione di Jovanotti. Altre sette persone rimasero ferite. Il cantante interruppe il suo tour. “Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna - scrisse su Twitter -, studente e lavoratore la cui vita si è fermata oggi nell'incidente che ha travolto la mia squadra”. Quel tour è ripreso solo dopo molte settimane e venerdì scorso il cantante ha tenuto nel capoluogo friulano il concerto saltato in dicembre davanti a 5mila spettatori (tra cui la sorella e i genitori di Pinna), che hanno osservato un minuto di silenzio in memoria della vittima. Per il crollo la procura di Trieste ha avviato un'indagine per disastro colposo, emettendo nove avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti e funzionari delle ditte incaricate di realizzare il palco. Polemiche ci furono anche sulla paga che percepiva Pinna che, secondo quanto riferito dalla cooperativa per cui lavorava, era di 6,50 euro l'euro. Un compenso ritenuto da più parti inadeguato

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